Attualità - 22 aprile 2021, 08:00

Disparità sociale, con il Covid la forbice si allarga. Cuneo fa i conti con vecchie e nuove povertà (VIDEO)

Ristoratori, estetiste, parrucchieri, gestori di bar. Molte donne. Diverse "nuove utenze" allo sportello d'ascolto Caritas cuneese. Che si aggiungono ai bisognosi pre-pandemia. Dall'osservatorio delle povertà si nota come Cuneo è prima in provincia per interventi su indebitamento, problemi abitativi e persone senza fissa dimora. Si teme lo sblocco degli sfratti di giugno

Engin Akyurt - tramite Unsplash

Engin Akyurt - tramite Unsplash

Indebitamento, problematiche abitative, persone sole e senza fissa dimora. Nella Cuneo capoluogo la povertà ha questo aspetto. Quella di una città dove la forbice tra ricchi e poveri è tra le più larghe in Italia. E che l’emergenza pandemica rischia di ampliare ancora.

Lo dicono i dati forniti dall’Os.Po. (Osservatorio Povertà) della Caritas Cuneo - elaborate dal sistema “Matriosca” – che valutano gli ambiti di intervento dei centri d’ascolto diocesani.

Dati che permettono di capire di chi sono gli “ultimi” nei vari territori e di cosa hanno bisogno.

“Chi zoppicava ieri, oggi zoppica ancora di più – spiegano Ivana Lovera responsabile del centro ascolto e Giovanna Busso dell’Osservatorio povertà e risorse Caritas Cuneo – chi reggeva a stento ora si trova in difficoltà. La fascia grigia si fa sempre più nera. Dai dati emerge una situazione di povertà grave che sta investendo fasce di popolazione che prima non erano toccate da problemi economici.”

NEL VIDEO L'INTERVISTA A IVANA LOVERA E GIOVANNA BUSSO

I NUMERI DELLA POVERTA' SU CUNEO

A Cuneo gli interventi nella sfera di povertà grave e di problemi economici continuano a registrare i dati più alti in provincia. Erano il 93,37% nel 2019, saliti al 94,56% nel 2020.

Come restano alte le percentuali sui problemi di occupazione e lavoro. Stando agli ultimi numeri aggiornati ad aprile 2021 su Cuneo sono il 74,53% degli “ascoltati” da Caritas. Rilevante se si confronta con il 28,67% dell’area albese.

Sul capoluogo i problemi legati a indebitamento sfiorano il 15% nel 2020, erano il 12% nel 2019. Mentre le problematiche familiari ad aprile 2021 costituiscono il 22,64% degli interventi cuneesi. Anche qui alte percentuali se si rapportano al 7,86% dell’area fossanese nello stesso periodo

Significativo anche il capitolo del più grande centro della provincia sui “problemi di salute”: dal 29,76% del 2019 si è passati al 31,76% ad aprile 2021. Così come sono praticamente dimezzati gli “ascolti” sui bisogni di migrazione e immigrazione. Dal 6,97% del 2019, al 4,08% del 2020 passando al 3,77% di aprile 2021.

Ma che tipo di persone si rivolge agli sportelli? Ad aprile 2021 su Cuneo il 7,49% sono persone senza fissa dimora (dato più alto rispetto agli centri in provincia) e il 28,41% sono persone sole. Il 3,07% anziani soli o in coppia, il 17,85% genitori “soli”, il il 6,14% famiglie straniere senza figli e il 6,53% famiglie italiane senza minori a carico. Il  30,52% le famiglie con minorenni.

LA REALTA' OLTRE I NUMERI

Ma al di là dei meri numeri c’è una realtà tangibile che può ben raccontare chi con gli “ultimi” si confronta quotidianamente. Una realtà che si sta modificando dal sorgere dell’emergenza sanitaria.

Il lavoro degli sportelli, che ha de sempre nel colloquio “vis a vis” una sua prerogativa, è radicalmente mutato nell’ultimo anno.

“Il centro d’ascolto diocesano era aperto tutti i giorni della settimana dalle 9 alle 12
– spiega Ivana Lovera Le persone venivano accolte e ascoltate senza necessità di appuntamento. Il Covid ha bloccato questa attività. Dove era possibile abbiamo operato telefonicamente, ma non sempre è stato possibile. Ci siamo attivati, da subito, per incontrare le persone a debita distanza. Anche perché la pandemia acutizza le problematiche delle persone che già conoscevamo e che abbiamo continuato ad incontrare.”

Ma anche le difficoltà sono in qualche modo mutate.

“La spese domestiche – conferma Giovanna Bussopossono sembrare un aspetto marginale, ma sono tra i più drammatici. Se non paghi ti tagliano la luce, anche se sei una famiglia senza reddito e con bambini piccoli.”

E si teme il mese di giugno quando decadrà il blocco degli sfratti.

“Ci sono persone che hanno già ricevuto due o tre preavvisi – continua – a giugno potrebbero perdere la casa. I primi a pagare saranno coloro che già ‘zoppicavano’, prima del Covid.”

"GLI AIUTI NON MANCANO", MA "C'E' UNA POVERTA' CULTURALE"

Eppure gli aiuti non mancano.

“Le risorse dagli enti ci sono e sono importanti – ci conferma la responsabile del centro d’ascolto diocesano cuneese – ma oltre alla povertà economica, c’è da considerare la povertà culturale.”

“Molte persone
– aggiunge Giovanna Busso – non hanno bisogno di viveri. Ma di un aiuto per fare lo Spid e poter accedere ai bonus pubblici. Chi governa dovrebbe rapportarsi con i centri d’ascolto per capire la realtà di chi si confronta con le povertà ogni giorno. Tutti sperano che facendo qualcosa materialmente le cose si risolvono. Ma non è così. Puoi intervenire bene, se capisci la realtà che stai aiutando.”

AIUTI 'SENZA SCHEDA', NEL 2020 IL 50% SONO LEGATI AL COVID

Ci sono poi gli interventi a sostegno, i cosiddetti “aiuti senza scheda”, sostegni al di fuori dagli incontri dello sportello diocesano, ma che avvengono in rete su segnalazioni di sportelli parrocchiali o servizi di assistenza sociale. Nel 2020 quasi il 50% di questi interventi economici è stato legato al Covid, anche su persone mai conosciute da chi opera in Caritas. La spesa su questo tipo di intervento è stata intorno ai 12mila euro.

IL PROGETTO ALLEANZA DI FONDAZIONE CRC

E infine il progetto Alleanza di Fondazione Crc. Qui Caritas ha incontrato persone che non si sono mai trovate a dover chiedere aiuto. Il progetto intendeva individuare realtà colpite economicamente dalla pandemia. Su Cuneo sono state individuate 23 realtà economiche. Con finanziamenti fino a 2 mila euro. La prima tranche del progetto è partita da dicembre e si è conclusa nel mese di aprile.

“Essendo il target d’intervento mirato a un'emergenza specifica ancora attuale– conclude Giovanna Busso – si proseguirà con una seconda tranche con erogazioni maggiori.”

Daniele Caponnetto

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