Curiosità - 08 maggio 2021, 15:02

Bra chiude un’epoca: a 71 anni ‘Mamma Irma’ appende al chiodo il grembiule dello storico Pub

Il saluto alle generazioni di braidesi e non, passate dal suo locale dalla pagina Facebook del gruppo ‘Bra. Di tutto, di più’

'Mamma Irma' nello storico pub aperto a Bra ad inizio anni '80

'Mamma Irma' nello storico pub aperto a Bra ad inizio anni '80


Un pub iconico, vero punto di ritrovo di generazioni di braidesi e non. Ma che ne sanno i millennials delle emozioni che suscita l’amatissima ‘Mamma Irma’ (così è chiamata dagli affezionati clienti). Bè, sarebbe davvero bello se continuasse la sua avventura dietro il bancone, ma così non sarà.

Dopo 41 anni di attività e 50 nel settore della ristorazione, Irma Lerda ha appeso il grembiule al chiodo e lasciato spazio ai giovani. ‘Mamma Irma’ è un nome che dice tutto. Se fosse nata a cavallo delle ultime due decadi, sarebbe stata sicuramente etichettata come influencer. Invece lei era di un’altra epoca, di quella Bra che come ‘Marco’ se n’è andata e non ritorna più, ma rimane costantemente presente nelle nostre vite e nei nostri cuori.

Aperto nel lontano 1980, il suo Golden Cock Pub era più che un luogo d’incontro: era un crocevia di generazioni che per una notte si concedevano il lusso e il piacere del condividere scorci di vita annaffiati da una buona birra.

In principio fu lo storico locale in piazza Roma, a fianco di un altro mito abbattuto dalle ruspe, Le Macabre disco, per poi arrivare in piazza XX Settembre. L’idea di Irma fu quello di riprendere il concetto delle taverne britanniche. E fu subito un successo, tappa obbligata per far salire la febbre del sabato sera dopo una prima visione al cinema o preludio dei balli in discoteca, magari al Making Movies. Panini di ogni genere, drink, gusti e profumi nuovi per una cucina continentale che faceva viaggiare con la fantasia, stando comodamente seduti.

Un classico anche per gli appuntamenti romantici con luci soffuse e atmosfera sognante, riuscite a pensare qualcosa di più perfetto per fare colpo? Insomma, o lì o lì.

A dar la notizia che ha infranto più cuori che bicchieri, è stato Enrico Sunda con l’amarcord di una foto seppiata dei vecchi tempi. L’effetto nostalgia continua con la sua intervista alla titolare, in stile Caffè Letterario.

Irma, come è nato tutto?

È sicuramente un cambio di vita importante per me che lavoro nel settore dal 1971, prima come cameriera con mio marito nella pizzeria Marcort e poi dal ‘73 come imprenditrice con la pizzeria Giardiniera in società con la famiglia Fischietto. Dopo una breve parentesi a Piacenza, dove eravamo titolari di un Bar, nel 1980 durante un viaggio in Inghilterra ci venne l’idea di portare in Italia la formula del tipico pub inglese, allora ancora inesistente nel nostro paese”.

Com’è andata?

“Il successo e la risposta dei nostri concittadini fu immediata. Da allora l’attività è stata ininterrotta e ancor oggi mi capitava di servire i padri, i loro figli e in molti casi i loro nipoti. Devo ringraziare tutti i clienti che in questi anni ci hanno scelto per mangiare o bere qualcosa passando il loro tempo e le loro serate nel nostro locale. Ma il tempo passa per tutti quindi, a 71 anni, ho valutato che, se volevo che l’azienda alla quale io e mio marito abbiamo dedicato tante energie sopravvivesse, bisognava cedere l’attività”.

Che cosa succederà adesso?

“Proprio per la continuità nel solco di ciò che il Golden Cock Pub è stato, abbiamo trovato una coppia di giovani ragazzi, Genevieve Ariane Agar… cuoca, che ha lavorato tra gli altri anche nelle cucine di Cannavacciuolo e il suo compagno Stefano Di Cicco, barman con esperienze nella city di Londra e in cocktail bar in Australia. Sono convinta che, oltre a continuare la tradizione del mio locale, sapranno anche inserire quelle novità che oggi sono necessarie per restare sul mercato”.

A chi devi dire grazie?

“Ringrazio davvero di cuore tutti i clienti di questa lunga avventura, tutte le ragazze che si sono succedute a darmi una mano e in particolare Maria Grazia Scarzello da tutti conosciuta semplicemente come Grazia, con me fin dal primo giorno”.

Conclude Enrico Sunda: “Applausi ad Irma, memoria storica delle notti di tanti di noi e auguri a coloro che subentreranno nella gestione del locale che d’ora in poi si chiamerà Golden Cock Gastropub”.

Basta piangere lacrime amare su queste parole, è tempo di berci sopra! 


Silvia Gullino

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