Attualità - 20 luglio 2021, 17:39

Stagionali agricoli accampati in via Pola: tavolo albese si estende ai comuni di Langhe e Roero

Chiuso nei giorni scorsi il salone col quale la Caritas aveva dato ospitalità a una ventina di giovanni migranti africani. L’Amministrazione cittadina a confronto con sindaci del territorio e associazioni agricole

Lo stabile della Caritas in via Pola, dove si trova il salone che negli ultimi mesi ha dato accoglienza a decine di giovani africani arrivati in città per lavorare come stagionali agricoli

Lo stabile della Caritas in via Pola, dove si trova il salone che negli ultimi mesi ha dato accoglienza a decine di giovani africani arrivati in città per lavorare come stagionali agricoli

Prosegue il confronto avviato dal Comune di Alba sul tema dei migranti da alcuni mesi tornati a dimorare in città perché impegnati come stagionali nei nostri vigneti.
Una problematica che la capitale delle Langhe si trovò improvvisamente a dover affrontare nello scorso autunno, quando, complice una crescente offerta di lavoro da parte delle aziende e cooperative agricole del territorio (anche a fronte della contestuale difficoltà nel reperire l’abituale manodopera proveniente dall’Est Europa), un gruppo di giovani immigrati arrivati in Italia da diverse zone dell'Africa aveva trovato una sistemazione di fortuna nelle pertinenze della palestra di via Dalla Chiesa, a pochi passi dal Parco Tanaro.

Fu grazie all’intervento di Comune e forze dell’ordine che loro venne trovato un ricovero temporaneo in un tendone allestito negli spazi che la Caritas cittadina e il Centro di Prima Accoglienza gestiscono in via Pola. Gli stessi locali ai quali sono ora ricorse le diverse decine di giovani che dalla metà della scorsa primavera sono tornati ad Alba alla ricerca di lavoro nei vigneti delle nostre pregiate Doc e Dogc.

Da qui l’interessamento dell’Amministrazione comunale, che nelle scorse settimane ha avviato un confronto coi diversi attori toccati da una problematica i cui risvolti investono la sfera del lavoro, del sociale e dell’ordine pubblico. Uno strumento che l’assessore alle Politiche Sociali Elisa Boschiazzo ha voluto ora trasformare nel tavolo operativo chiamato a riunirsi con cadenza settimanale col proposito di cercare possibili risposte alle molteplici problematiche connesse alla presenza sul territorio di persone che, all’esigenza di lavorare, accompagnano la necessità di trovare una sistemazione dignitosa nella quale soggiornare durante la loro permanenza sul territorio.  

"Abbiamo inaugurato il tavolo martedì scorso – spiega l'assessore Boschiazzo – con un primo incontro al quale hanno preso parte il direttore della Caritas diocesana don Mario Merotta, don Gigi Alessandria quale referente del Centro Prima Accoglienza, il Consorzio Socio Assistenziale, il comandante Antonio Di Ciancia per la Polizia Municipale, l’architetto Daniela Albano in rappresentanza dell’Ufficio Tecnico comunale e il vicequestore Paola Capozzi. In questo momento la situazione è tornata in qualche modo ad una almeno apparente normalità. Anche perché, come era stato annunciato dalla Caritas, giovedì 15 luglio il salone messo provvisoriamente a loro disposizione di questi ragazzi è stato chiuso e la ventina di loro che ancora vi erano accampati sono stati invitati a trovare una diversa sistemazione, come a breve dovranno fare anche quanti si appoggiano ai locali del Centro di Prima Accoglienza, abitualmente chiuso in agosto. E’ però importante continuare a lavorare ragionando sin d’ora su come affrontare l’emergenza quando con tutta probabilità, con l’avvicinarsi delle operazioni di vendemmia, questa situazione dovesse ripresentarsi con numeri anche più importanti".

In questa direzione il Comune si è mosso – anche grazie a un contributo di 32mila euro ottenuto dallo Stato – per acquistare alcuni moduli abitativi attrezzati per dare complessivamente accoglienza a una quindicina di persone e che potrebbero venire collocati sotto l’ala di piazza Prunotto, dove sono anche presenti servizi igienici muniti di docce, oppure sempre in via Pola, come richiesto anche dal questore, se Caritas e Cpa saranno disponibili a proseguire nel loro impegnativo lavoro di accoglienza.

Ma l’intenzione, espressamente richiamata anche dal sindaco Carlo Bo durante l’ultima seduta del Consiglio comunale – è quella di coinvolgere anche le amministrazioni dell’ampio territorio nel quale questi lavoratori vengono impiegati, nel presupposto che la problematica socio-abitativa collegata alla loro permanenza non debba ricadere sulle sole spalle albesi.

Da qui la decisione di estendere il tavolo a una più ampia rappresentanza territoriale, tanto che all’incontro di domani, insieme alle associazioni agricole, prenderanno parte anche il sindaco di Novello Roberto Passone a nome dei comuni riuniti nell’Unione di Comuni Colline di Langa e del Barolo, quello di Cortemilia Roberto Bodrito a nome dell’Unione Montana Alta Langa e quello di Monticello d’Alba, Silvio Artusio Comba, per i Comuni del Roero.

"Tra le finalità di questi incontri – conclude Boschiazzo – c’è anche quella di sollecitare le associazioni di categoria nel responsabilizzare le aziende che fanno ricorso a questi lavoratori, cosicché nella loro ricerca evitino di affidarsi a soggetti poco trasparenti e affinché si trovino le forme per offrire ai primi non soltanto un’occasione di impiego, ma anche una possibile sistemazione, rispettosa della dignità della persona. Al contempo, occorre prendere atto che non si tratta di un problema solamente albese, ma che investe un intero territorio e che come tale deve essere affrontato. In questa direzione va l’ipotesi di distribuire queste persone su più sedi, lavorando a una soluzione che è anche quella suggerita dalle forze dell’ordine". 

Ezio Massucco

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