Cuneo e valli - 05 settembre 2022, 15:04

"Sul nuovo ospedale di Cuneo si faccia un consiglio comunale aperto"

E' la richiesta che Antonino Pittari (Gruppo misto di maggioranza) ha presentato al consiglio della prossima settimana: "Mancata, in parte, l'informazione ai consiglieri doverosa e dovuta"

Antonino Pittari

Antonino Pittari

Non saranno solo l'interpellanza presentata da Ugo Sturlese (Cuneo per i Beni Comuni) e quella di Giancarlo Boselli (Indipendenti) a portare all'attenzione del consiglio comunale di Cuneo - rispettivamente - la soluzione di finanziamento tramite partenariato pubblico-privato per il nuovo ospedale Santa Croce e la necessità di convocare un consiglio comunale aperto per affrontare una delle questioni più dibattute degli ultimi anni.

A unire idealmente le due richieste è stato Antonino Pittari (Gruppo misto maggioranza) che - rifacendosi appunto alla recente notizia per cui la Regione intenderebbe finanziare il progetto del nuovo nosocomio cuneese tramite un accordo di partenariato pubblico-privato - domanda alla sindaca Patrizia Manassero se ha intenzione di convocare un consiglio comunale aperto sulla tematica, per chiarire portata e legittimità dellintervento, i limiti entro i quali dovrebbe muoversi il privato e la possibilità di 'privatizzazioni' di settori specifici del nosocomio.

"La notizia ha generato forte interesse e non velate preoccupazioni nell’opinione pubblica e sono stati forniti pochi chiarimenti, che invece sarebbero assolutamente necessari - ha sottolineato l'ex presidente del consiglio comunale - : è mancata, almeno in parte, la propedeutica informazione ai consiglieri comunali, cosa che per un intervento che riguarda il settore ospedaliero sarebbe doverosa e dovuta, per assicurare trasparenza ed evitare dubbi che sono emersi da più parti".

STURLESE
Anche Ugo Sturlese (Cuneo per i Beni Comuni), appunto, ha riservato all'argomento un'interpellanza, in cui chiedeva alla sindaca di istituire un gruppo di valutazione che vigili sullo 'sbilanciamento' delle decisioni in favore del proponente privato.

"Un'ampia letteratura evidenzia forti riserve sullo strumento del PPP in relazione al più elevato costo del capitale privato rispetto al pubblico utilizzato nei progetti tradizionali, ai costi molto elevati di transazione, ai lunghi tempi richiesti per la stipula di contratti di questa complessità, alla scarsa trasparenza intrinseca a tale procedura per il frequente ricorso del privato a norme di segretezza commerciale, alla possibile diminuzione delle risorse destinate alle prestazioni sanitarie qualora intervenissero richieste di aumento del canone oltre quanto previsto nel contratto" ha detto il decano del consiglio comunale.

Simone Giraudi

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