Un vino per essere eccellente ha bisogno del giusto terreno, del clima adatto, della sapienza di enologi, viticultori e vignaioli.
Quando un vino racconta anche una storia ecco che allora si completa trasformando l’eccellenza in unicità
È il caso dell’Alta Langa D.O.C.G. Riserva 2016 nuova etichetta dell’Azienda Agricola Roccasanta di Perletto, piccolo borgo di 268 abitanti tra colline ripide, terrazzamenti a vigne e noccioleti.
La storia di Pietro Monti
Su queste colline severe e dure sorge l’Azienda Agricola Roccasanta fondata da un allora giovane studente di enologia comasco, Pietro Monti.
Una storia di passione per il territorio dell’Alta Langa iniziata da giovanissimo quando, da Como, veniva in vacanza in queste zone con la famiglia. Nel tempo crebbe la passione per la vite, il lavoro in vigna, il vino. Pietro si iscrive dapprima all’istituto di Agraria e prosegue poi con la facoltà di enologia a Milano e nel 2006, ancora studente, decide di acquistare una vigna a Perletto.
Giorno dopo giorno Pietro si divide tra la produzione di vino a Roccasanta, che cresce giorno dopo giorno, il lavoro in altre cantine per acquisire esperienza, e l’università.
Tutto sembra andare nel migliore dei modi poi, nel 2011, tutto cambia. Pietro ha un incidente, il trauma facciale è devastante: “Sono rimasto due mesi in ospedale. Ero in coma e avevano detto ai mei genitori che non c’erano speranze – racconta Pietro. A volte, però, la forza di volontà e la caparbietà, come aiutano le radici della vite a saldarsi con le aspre colline dell’Alta Langa e Pietro si risveglia. Gli dicono che non avrebbe mai più sentito gli odori, un dramma per un enologo, ma l’olfatto ritorna. La vista no. Da allora Pietro è completamente cieco, ma continua la sua attività di enologo e vignaiolo e l’azienda continua a crescere: “La cosa più bella di quel periodo è che l’incidente è stato alla vigilia del periodo della vendemmia. I vicini e gli amici si sono organizzati, hanno addirittura assunto un collaboratore e hanno fatto in modo che non andasse sprecato un acino di uva”.
Con la forza derivante dalla sua comunità, dalle sorelle, i genitori e i nipoti, Pietro affronta i lunghi mesi di riabilitazione a casa ottenendo risultati giudicati sbalorditivi dai medici.
Così nel 2013 Pietro riesce a riprendere la strada tracciata in precedenza continuando a produrre un numero crescente di etichette, rigorosamente tradotte anche in Braille.
I suoi vini oggi sono pluripremiati e Pietro Monti è entrato a far parte del direttivo dell’
Maggiori informazioni sull’azienda e sui vigneti all’indirizzo www.aziendaagricolaroccasanta.it




















