Attualità - 06 dicembre 2022, 13:02

Cuneo, sotto media nazionale i ricavi delle farmacie comunali: "Profitto sì, lucrare sui cittadini no"

Parole della sindaca Patrizia Manassero e di Gianpiero Conti, presidente della srl ieri in commissione consiliare. Boselli e Lauria rimangono dubbiosi: "Vediamo i risultati delle singole farmacie. Almeno una è in perdita"

Cuneo, sotto media nazionale i ricavi delle farmacie comunali: "Profitto sì, lucrare sui cittadini no"

Tocca quota 103.184 euro l’utile di esercizio della Farmacie Comunali srl, al centro ieri sera – lunedì 5 dicembre – di una riunione specifica della I commissione consiliare della città di Cuneo: nell’ambito dell’incontro (il primo della nuova amministrazione cuneese con i rappresentanti delle società partecipate del Gruppo Comune di Cuneo) il presidente Gianpiero Conti ha relazionato in merito al bilancio 2021 della srl.

Conti: "In pandemia flessione dei ricavi. Ma nel 2022 ritorno alla normalità"
La Farmacie Comunali srl gestisce le cinque strutture dislocate in diverse zone della città: piazza Europa (la farmacia più ampia e redditizia), via Einaudi, quartiere San Paolo, Conad e Movicentro. Come canone rispetto al Comune – e quindi per quattro farmacie su cinque, ovvero senza contare quella del Conad – la società corrisponde 260.000 euro. In totale, la società comprende 24 dipendenti di cui 19 a tempo indeterminato e cinque a tempo determinato, per un complessivo di costo del personale pari a 936.271 euro (in cui rientrano anche i 17.000 euro di compenso per il presidente).

Dei 103.184 euro totali d’utile d’esercizio 50.000 verranno destinati a dividendi per i soci e 53.184 alla riserva straordinaria.

Il bilancio fissato al 31 dicembre 2021 risente inevitabilmente dei due anni pandemici con una netta flessione nei ricavi dovuta principalmente al mancato sviluppo della consueta parte commerciale e dal cambio di gestione della struttura commerciale di via Margarita, con il passaggio di consegne tra Auchan e Conad: “Sono stati due anni complessi sia per i meri numeri di bilancio che per il lavoro quotidiano messo in campo dai membri del personale – ha sottolineato Conti - , ma abbiamo cercato sempre di dare il massimo sotto entrambi i punti di vista. Solo in questo modo, con grandi difficoltà e facendo alcune cose bene e altre meno bene, siamo comunque riusciti a presentare un risultato di esercizio consono”.

Tra i vari numeri presentati nel bilancio da Conti si sottolinea la voce delle immobilizzazioni materiali del 2021, in cui figurano i 99.665 euro di ampliamento proprio della farmacia nella galleria Conad.

Conti ha anche speso parole per il 2022, l’anno effettivo del ‘ritorno alla normalità’ per le farmacie comunali: “L’attività ha ripreso il suo abituale andamento e lo sta mantenendo costante, ritornando progressivamente a valori di fatturato pre-pandemici – ha sottolineato - : confidiamo che la voce dell’utile di bilancio nel documento relativo all’anno in corso possa almeno raddoppiare”.

I dubbi dei consiglieri sul bilancio: troppo sotto la media nazionale

Gli interventi più accalorati, in sede di commissione, sono stati quelli dei consiglieri Giancarlo Boselli e Beppe Lauria. Entrambi, sostanzialmente, incentrati proprio sul valore dell’utile di bilancio, considerato sorprendentemente scarso.

Credo sia indubbio che qualcosa che non va ci sia – ha detto Boselli - , visto che se dividiamo la cifra dell’utile per i cinque esercizi cittadini la media è di circa 20.000 euro, di gran lunga inferiore agli oltre 120.000 euro della media nazionale. È una situazione che va indubbiamente approfondita, e chiediamo ufficialmente di ricevere contezza dei risultati economici delle singole farmacie: il dubbio è, visto che non li avete presentati questa sera, che vogliate nascondere qualcosa, che la società non voglia guadagnare o che stiate spingendo i clienti verso altre farmacie”.

Lauria è stato particolarmente diretto rispetto alla conclusione dell’intervento di Boselli. “Non è difficile immaginare quale farmacia sia in perdita – ha detto il consigliere, sottolineando come nonostante la volontà di calmierare i prezzi sia la principale nel periodo pandemico le farmacie abbiano vissuto, letteralmente, un ‘periodo d’oro’ - , e nemmeno dovrebbe stupirci visto che posizionarla al Movicentro è stata la giustificazione dell’amministrazione per tutta l’operazione in quell’area”.

Come amministrazione societaria abbiamo ricevuto un mandato specifico da parte dell’amministrazione comunale, che non è quello di ‘fare cassa’ con le nostre attività – ha risposto Conti, a entrambi i consiglieri - : certo non vogliamo andare in perdita ma le nostre farmacie si concentrano principalmente sull’ottica del servizio sociale. Se la direzione vuole, ora, essere un’altra che lo si dica; guadagnare altri duecento o trecentomila euro sarebbe tutt’altro che difficile, credetemi”.

Una posizione condivisa anche dai consiglieri Antonino Pittari e Luciana Toselli (entrambi addentro alle dinamiche del mondo sanitario). “Giustificata la scelta delle farmacie comunali, specie a fronte del mercato schizofrenico ingenerato dal periodo pandemico e da quello, successivo e attuale, di crisi economica – ha detto Pittari - . Ritengo forzato dire che ‘non si voglia guadagnare’; il servizio sociale, nel mondo delle farmacie (dove il lucro è possibile ben più di quanto ci si possa immaginare) è il vero motore del tutto, non il lucro”.

Manassero: "Profitto 'sì', ma non lucro sulle spalle dei cittadini"

Con questa commissione avviamo il percorso di confronto e approfondimento con le società partecipate del nostro Comune, che si inserisce in quello più ampio e composito del bilancio consolidato” ha detto la sindaca, Patrizia Manassero, presente in commissione assieme all’assessore al bilancio Valter Fantino.

Quella delle farmacie comunali è una storia molto lunga e complessa che inizia con la loro uscita dal bilancio comunale per diventare una società a parte – ha aggiunto - . Serve però chiarire il ruolo dell’amministrazione nel dettare l’indirizzo della srl: la proprietà ha esplicitamente richiesto di ridurre il lucro nell’extravendita, non di ‘non fare profitto’. Profitto sì, lucrare sui nostri cittadini no”.

Simone Giraudi

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