Attualità - 26 giugno 2025, 16:34

Val Tanaro compatta per mantenere l'autonomia del comprensivo di Garessio: "Si tenga conto delle criticità dei territori montani"

Ieri, al teatro Marenco di Ceva, un incontro promosso dai dirigenti scolastici. Oltre alle rappresentanze sindacali e i sindaci, presente anche il consigliere provinciale Roberto Baldi: "Il dimensionamento prevede l’accorpamento della dirigenza e della segreteria, ma non la chiusura di plessi, aperti al dialogo per ascoltare il territorio"

Val Tanaro compatta per mantenere l'autonomia del comprensivo di Garessio: "Si tenga conto delle criticità dei territori montani"

“La scuola nelle aree montano-collinari: proposte e prospettive di sviluppo, i rischi dei dimensionamenti scolastici”.  Questo il tema del convegno, organizzato dagli istituti comprensivi di Garessio e Ceva, che si è tenuto ieri, mercoledì 25 giugno, al teatro Marenco, con l’obiettivo di aprire un dibattito sul futuro dell’istruzione nelle zone montane e collinari della provincia di Cuneo.

Dopo i saluti del sindaco di Ceva, Fabio Mottinelli, sul palco sono intervenuti il dirigente scolastico del comprensivo Bossolasco-Murazzano, prof. Bruno Bruna, che ha illustrato il valore delle scuole di montagna come patrimonio da conservare e valorizzare e i dirigenti Simona Dellepiane (Momigliano Ceva) e Giuseppe Boveri (Istituto comprensivo Garessio) che hanno evidenziato le criticità dell’accorpamento tra gli istituti comprensivi e le proposte di valorizzazione territoriale, come quella della Scuola di formazione Alta Val Tanaro, di cui davamo conto qui, nelle scorse settimane. 

Doriano Ficara della CGIL Scuola Cuneo ha poi approfondito i rischi legati ai dimensionamenti scolastici in termini di qualità dell’istruzione e posti di lavoro, inviando ai giornali, a margine del convegno, una nota rispetto al confronto avuto con il consigliere provinciale Roberto Baldi: "Il convegno di Ceva - scrive Ficara - , nato come spazio di dialogo, si è trasformato in un campanello d’allarme: il dimensionamento scolastico non può essere ridotto a un esercizio tecnico. È una questione di giustizia territoriale, di diritti, di comunità. E chi ha responsabilità pubbliche dovrebbe ricordarselo, prima di lasciarsi andare a esternazioni che rischiano di minare la fiducia non nella FLC CGIL ma nel confronto democratico".

Il provvedimento era stato anticipato agli amministratori locali, in un incontro in Provincia, lo scorso novembre e tutti i presenti avevano espresso parere negativo in merito alla misura che riguarderà già l'offerta formativa dell'anno scolastico 2025-2026. Contrario all'accorpamento l'intero consiglio di istituto di Garessio che, lo scorso 30 maggio, ha approvato un documento nel quale elenca le criticità e le motivazioni della contrarierà all'accorpamento delle due scuole, ma ad opporsi sono state anche le famiglie del territorio che hanno lanciato una petizione online, rivolta alla Regione Piemonte, all'Assessore all'Istruzione della Regione Piemonte, al Presidente della Provincia di Cuneo, al Direttore Generale dell'Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte e ai Sindaci dei Comuni della Val Tanaro.

"È stato un convegno importante, soprattutto alla luce del dimensionamento scolastico nella nostra vallata- spiega il sindaco di Garessio, Luciano Sciandra -. Ringrazio il consigliere provinciale, Roberto Baldi per il confronto avuto ieri. Credo che abbia recepito le difficoltà e le criticità che la Val Tanaro si trova a fronteggiare ogni giorno per garantire i servizi ai cittadini. L'accorpamento dell'istituto comprensivo di Garessio con il Momigliano di Ceva comporterebbe un disagio notevole per le famiglie, gli insegnanti e gli alunni, anche a livello di coordinamento perché il plesso sarebbe distante oltre 30 chilometri dalla sede centrale. Il confronto è stato serrato, ma credo che il consigliere abbia compreso le criticità che ci spaventano e per le quali non vogliamo rinunciare all'autonomia del nostro istituto comprensivo". 

"L'incontro di ieri è stato utile per avere un confronto diretto con chi vive e conosce il territorio: i sindaci e i dirigenti scolastici, ma è stato anche un modo per fare chiarezza rispetto alla situazione che la nostra provincia sta vivendo - spiega Roberto Baldi, consigliere provinciale con delega alla scuola -. In Granda sono previsti tagli su cinque dirigenze scolastiche per il prossimo anno, una decisione che è non è stata presa dalla Provincia, ma che è stata comunicata dalla Regione Piemonte  a seguito di un decreto ministeriale. Il nostro compito come ente provinciale è quello di raccogliere le istanze, le criticità e le richieste del territorio e aprire un dialogo. 

È doveroso ribadire che il dimensionamento prevede l’accorpamento della dirigenza e della segreteria, ma non la chiusura di plessi scolastici, per cui non comporterà alcuna riduzione dei servizi offerti sul territorio, ma rappresenta comunque un passo obbligato e non più derogabile, perché legato al Piano razionale di ripresa e resilienza (Pnrr), il cui termine ultimo di attuazione, giugno 2026, risulta sempre più prossimo.

Comprendo bene le difficoltà e i timori che ci sono in Val Tanaro per questa notizia che porterebbe all'accorpamento dell'istituto comprensivo di Garessio con quello di Ceva che si troverebbe a gestire oltre una ventina di plessi sul territorio, alcuni a distanza anche di 80 chilometri, comporti delle problematiche non di poco conto. Come Provincia continuiamo a lavorare per salvaguardare i servizi fondamentali e garantire che le decisioni vengano prese da chi conosce davvero il territorio, una logica che dovrebbe valere anche per altri ambiti essenziali.

Proprio per questo, anche nelle prossime settimane, vi saranno ulteriori confronti e comunicazioni con sindaci, dirigenti e sindacati con i quali - mi preme sottolinearlo - ho sempre dialogato per cercare una collaborazione. Se il mio intervento di ieri è stato interpretato in maniera diversa, come un attacco, preciso che così non è: anzi, con le rappresentanze sindacali abbiamo sempre cercato dialogo e così mi auguro sarà in futuro per il bene dei nostri ragazzi, in modo da trovare una soluzione che possa ridurre al minimo i disagi sul territorio. Se a decidere siamo noi, insieme ai Comuni, possiamo evitare che le scelte vengano calate dall’alto da enti più lontani.". 

Intanto, nella serata di ieri, il consiglio comunale di Ormea ha approvato un ordine del giorno per chiedere alla Regione Piemonte il mantenimento dell’istituto comprensivo di Garessio.

“Nel corso del convegno come amministratori - dice il sindaco Giorgio Ferraris - abbiamo ribadito la nostra contrarietà al provvedimento: nonostante il dimensionamento riguardi segreteria e dirigenza si tratta comunque di un depauperamento per i servizi scolastici del nostro territorio. Il comprensivo di Garessio, con poco più di 400 studenti, raggruppa i plessi di Bagnasco, Ormea, Garessio, Nucetto e Priola: si tratta di un territorio montano dove le distanze devono essere tenute in considerazione, non ci si può basare solo sul numero degli iscritti”.

Il consiglio, evidenziando che negli anni l'Istituto di Garessio ha sviluppato progetti e gestito iniziative che hanno interessato i diversi plessi del territorio, creando collaborazioni e sinergie, sottolinea che sarebbe impossibile mantenere tale offerta in un istituto eterogeneo e di più grandi dimensioni. "Il Comprensivo di Garessio - si legge inoltre nel documento - ha presentato una proposta di attività didattiche e formative strettamente legate alla realtà territoriale locale, chiedendo quindi alla Regione di mantenere l’autonomia dell’istituto comprensivo”.

Lo stesso ordine del giorno verrà portato e discusso in sede di consiglio in tutti gli altri comuni della Valle Tanaro.

Al termine dell'incontro i genitori consegneranno agli amministratori locali una petizione per l’autonomia degli Istituti Comprensivi di Garessio e Momigliano Ceva che era stata lanciata nelle scorse settimane. 

Arianna Pronestì

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