Non sono passate 48 ore e, puntuale, arriva la replica del Pd provinciale alle esternazioni via social dell’ex sindaco di Alba e già consigliere regionale Maurizio Marello.
Marello aveva sferzato il suo ex partito, con particolare riferimento all’incapacità di fare opposizione. “Un teatrino regionale – aveva detto - rispetto al quale nessuno, opposizione compresa, vuole cambiare perché fa comodo a tutti. In questo modo Cirio può continuare a governare tranquillo senza problemi e senza limiti”.
Questa la replica del Pd provinciale.
“Ci fa sinceramente piacere constatare che, uscito dal Partito Democratico, Maurizio Marello abbia ritrovato quello spirito critico, quella voglia di interrogarsi e interrogare che, forse, negli anni passati sembravano talvolta offuscati dal peso delle responsabilità istituzionali. Succede: spesso il ruolo pubblico impone prudenza, mentre l’osservazione esterna consente libertà e leggerezza.
Leggiamo le sue parole con rispetto, e anche con un pizzico di bonaria ironia. Perché c’è qualcosa di curioso nel denunciare oggi i limiti di un’esperienza politica che lo ha visto protagonista per tanti anni, a livelli importanti, da sindaco a consigliere provinciale e regionale. Ma ognuno ha il diritto, anzi il dovere, di ripensare il proprio cammino e di trarne lezioni.
Noi continuiamo a credere che la politica non sia un mestiere, né tantomeno una recita, ma una delle forme più nobili di impegno civile. Non è sempre gratificante: è fatica, è delusione, a volte è sconfitta. Ma è, soprattutto, responsabilità verso le persone che ripongono in noi fiducia e speranza.
E questa responsabilità si esercita dentro le comunità, non ai margini. Dentro le battaglie, anche quando sono difficili e minoritarie. Dentro il confronto, anche quando è faticoso e imperfetto. Perché fuori, lo sappiamo tutti, è sempre più facile criticare che costruire.
Se davvero Marello pensa che serva una nuova stagione di idealità e coraggio, non possiamo che esserne contenti. Anche noi la auspichiamo. Ma quella stagione si costruisce con generosità, non con amarezza. Con rispetto, non con risentimento. Con il contributo, non con la denuncia fine a se stessa.
Quanto al Partito Democratico, forse non è perfetto, forse è stanco. Ma continua, in Piemonte come in Italia, a rappresentare un’idea di politica che ha a cuore il progresso, la giustizia sociale, l’uguaglianza. Continua a esprimere rappresentanti competenti e appassionati, capaci di mostrare le proprie qualità non solo con un lavoro proattivo e propositivo quando si trovano in maggioranza, ma anche quando sono chiamati all’opposizione.
Una condizione che richiede un lavoro attento di vigilanza e stimolo sull’operato di chi ha il privilegio di amministrare la cosa pubblica. L’opposizione serve a mostrare, a far emergere, a mettere nero su bianco i limiti, le contraddizioni e le debolezze di chi governa.
Lo sappiamo: questo lavoro spesso non riesce a tradursi in correttivi immediati, ma è quanto mai fondamentale per dare rappresentanza ai tanti elettori e cittadini che non si riconoscono nella narrazione che da anni tiene banco nella provincia Granda e nel nostro Piemonte, e per dare voce ai tanti amministratori locali che, a microfoni spenti, ci raccontano le loro difficoltà.
Ci sia consentito quindi di non raccogliere lezioni definitive da chi, per lunghi anni, ha contribuito a quel percorso e a quella storia. Noi non ci sentiamo attori di un teatro. Siamo, più semplicemente, una comunità viva che ogni giorno prova a fare la propria parte.
Non ci si può voltare indietro e poi pretendere di spiegare agli altri dove andare, per dirla alla Walter Veltroni, un leader che ancora oggi ci insegna a guardare il futuro con fiducia, non con nostalgia o rancore”.
E poi la stilettata finale, che ha il sapore di un addio senza possibilità di appello.
“Buona strada, Maurizio. Se sarà una strada nuova, più giusta e più coraggiosa, avremo comunque fatto tutti un passo avanti. Anche noi”.






