Sanità - 11 settembre 2025, 19:34

Marro e Ravinale replicano sui “finti appuntamenti”: “Nessun attacco ai medici, il problema è l’organizzazione”

Le consigliere regionali AVS ribattono alle lettere dei direttori di dipartimento e dei sindacati del Santa Croce: “Confusione e ritardi spingono i cittadini verso il privato. Ora l’assessore chiarisca”

Giulia Marro e Alice Ravinale in Consiglio

Giulia Marro e Alice Ravinale in Consiglio

Non si placa il botta e risposta sulla vicenda degli “appuntamenti fantasma” all’Ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo e all’ASL CN1. Dopo l’interrogazione in Consiglio regionale della consigliera Giulia Marro (Alleanza Verdi Sinistra), che aveva denunciato la presunta pratica di fissare prenotazioni fittizie con orari improbabili e rinvii successivi, è arrivata la difesa dei vertici ospedalieri e delle sigle sindacali della dirigenza medica e sanitaria.

I direttori di dipartimento del Santa Croce, in una lettera aperta, hanno spiegato che le date “provvisorie” rispondono a precisi vincoli di sistema e servono a consentire la validazione delle richieste da parte dei radiologi e dei medici nucleari. “Non è un ostacolo all’accesso – hanno sottolineato – ma una garanzia per evitare esami inutili, dannosi o formalmente non corretti, liberando risorse per chi ne ha reale bisogno”.

A loro si sono aggiunti i sindacati della dirigenza medica e sanitaria (Anaao, Cimo-Fesmed, Aaroi-Emac e Fp Cgil Medici), che hanno ribadito “l’impegno totale e incondizionato” dei professionisti del Santa Croce nel rispondere ai bisogni di salute dei cittadini, respingendo ogni accusa di negligenza.

Ma la replica politica non si è fatta attendere. Marro e la capogruppo Alice Ravinale, in una nota congiunta, hanno voluto “sgomberare il campo da equivoci”: “Nessuno ha mai messo in discussione il lavoro dei medici, che anzi ringraziamo. Qui il problema riguarda l’organizzazione delle prenotazioni e la gestione del servizio”.

Le consigliere hanno inoltre sottolineato che molte segnalazioni riguardano esami semplici come ecografie, non soggetti ai vincoli di esposizione a radiazioni citati dai dirigenti. “Abbiamo raccolto casi di pazienti oncologici in follow-up che non sono riusciti a prenotare TAC o RMN nei tempi previsti, nonostante prescrizioni specialistiche e PDTA dedicati. Di fronte a ritardi di 50 giorni per ecografie in classe B o oltre due mesi per una risonanza, chi può si rivolge al privato, mentre altri restano in attesa con forte preoccupazione”.

Il punto, ribadiscono Marro e Ravinale, non è la verifica clinica delle prescrizioni ma “lo smarrimento creato da appuntamenti provvisori fissati a orari notturni, senza chiare comunicazioni agli utenti”. Da qui la richiesta di trasparenza: “Attendiamo dall’assessore alla Sanità Federico Riboldi una risposta e dati certi sul numero di prenotazioni effettuate con questa modalità e se vengano o meno conteggiate nello smaltimento delle liste d’attesa. Il silenzio non è più accettabile”.

La diatriba continua.

Cesare Mandrile

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