Il Consiglio comunale di Cuneo del 26 e 27 gennaio, con inizio alle 17, ha in serbo, nella seduta di lunedì, un’accesa “ouverture” fuori programma.
L’Associazione Di Piazza in Piazza e il Comitato Sos Cedri, infatti, dopo il loro ricorso respinto dal Tar del Piemonte, hanno organizzato, nello spazio riservato al pubblico, l’iniziativa contro l’abbattimento degli alberi in piazza Europa. Annunciando anche un secondo ricorso al Consiglio di Stato (clicca qui).
I cittadini non possono intervenire in Aula, ma tutto lo schieramento compatto delle minoranze, sempre contrario al taglio dei cedri, ha i microfoni aperti. Ed è certo che li voglia usare.
Poi, il confronto prosegue con un tema già trattato più volte in passato, ma sempre “caldo”: il nuovo Ospedale unico di Cuneo. Lo hanno sollevato, dalle opposizioni, Giancarlo Boselli (Indipendenti) attraverso un’interpellanza e il gruppo Cuneo per i Beni Comuni con un ordine del giorno (clicca qui).
È probabile però che la discussione si allarghi alla difficile, e per alcuni - Claudio Bongiovanni di Cuneo Mia -, “disastrosa” gestione della sanità piemontese da parte della Giunta regionale di Alberto Cirio.
Cosa non va sul territorio
Gli altri argomenti in “scaletta” capaci di scatenare il confronto sono le interpellanze e le interrogazioni, tutte presentate dalle minoranze su diversi problemi del territorio che richiedono interventi e soluzioni.
La società Miac
Ancora Boselli richiama di nuovo l’attenzione sulla società Miac. Affermando: “Ad aprile 2021 la società, di cui il Comune di Cuneo è il principale azionista insieme a Regione, Provincia e Fondazione Crc, ha venduto all’asta 93 mila metri quadrati di terreno per 3,9 milioni di euro, utili a risanare il proprio Bilancio. La struttura costruita su quell’area avrebbe dovuto ospitare un nuovo polo logistico che prometteva anche di offrire nuovi posti di lavoro nel settore. Invece, a tutt’oggi è vuota e resta una “cattedrale nel deserto” con l’unica conseguenza di aver prodotto un consistente, quanto inutile consumo di suolo. La sindaca Manassero aveva dichiarato che “In quell’area, l’interesse collettivo è di vedere insediate attività produttive, non un magazzino vuoto”.
Boselli, perciò, chiede se ci sono state iniziative dell’Amministrazione in proposito, nonché di avere un’adeguata informazione sugli eventuali sviluppi della vicenda.

Il Tenda bis
Paolo Armellini, sempre degli Indipendenti, si occupa dell’attuale situazione del tunnel del Tenda bis. “Costruito a fianco di quello storico - sottolinea il consigliere - quest’ultimo che ha richiesto otto anni per la realizzazione e garantito per 140 anni il collegamento stradale tra la provincia di Cuneo, la Liguria e la Francia, quello nuovo è stato inaugurato il 27 giugno 2025 dopo ben dodici anni dall’affidamento dei lavori. Un cantiere infinito di un’opera strategica per i collegamenti transfrontalieri tra Italia e Francia, durante il quale sono emerse tante criticità: scelte sbagliate; sequestri della Guardia di Finanza; incomprensioni con le autorità transalpine. A cui si è aggiunta la devastante tempesta Alex”.
Ancora oggi, però, l’apertura continua a essere a senso unico alternato e a fasce orarie, con evidenti e oggettive limitazioni della circolazione. Ma non solo. “Una situazione non proprio delle migliori - prosegue Armellini - ulteriormente aggravata dai fatti degli ultimi giorni: le infiltrazioni di acqua sul lato francese del Tenda bis. Le preoccupazioni e il conseguente allarme da parte dei geologi sono il sintomo di uno scenario destinato a peggiorare, perché in presenza di un potenziale vuoto in espansione al di sopra della galleria c’è un possibile rischio di crollo. Anche se l’Anas ha rassicurato, riportando la discussione su un piano tecnico e ribadendo che le stesse infiltrazioni non equivalgono automaticamente a difetti strutturali, soprattutto nelle gallerie scavate in ambienti montani complessi”.
Il consigliere ricorda che il 3 agosto 2023 si è insediato il Comitato di monitoraggio dei lavori per il tunnel del Tenda di cui il Comune di Cuneo fa parte e chiede alla sindaca Manassero di spiegare lo stato reale della situazione e quale atteggiamento intende assumere lo stesso Comitato sul problema delle infiltrazioni.

La chiesa della Santissima Annunziata
Ancora Armellini porta all’attenzione del Consiglio la necessità di ridare alla città come spazio culturale la chiesa della Santissima Annunziata all’angolo-spigolo tra le vie Dronero e Amedeo Rossi: un piccolo e splendido gioiello architettonico del XVII secolo non aperto al pubblico. Fu costruita nel 1689 e annessa al Monastero delle Matrone e Vergini delle Terziarie di San Francesco.
All’interno spiccano l’aula ellittica e la decorazione originale barocca in stucchi, affreschi e tele. Il consigliere ricorda che dopo la ristrutturazione del 1993 divenne sede dell’Accademia Teatrale Toselli e utilizzata anche per concerti e rappresentazioni, con la capienza limitata a 128 posti a sedere e una superficie disponibile di 120 metri quadrati.
“Il 19 maggio 2022 - osserva Armellini - la Giunta, con la Delibera 146, aveva approvato il progetto di fattibilità tecnico economica, finalizzata al reperimento dei fondi necessari al restauro degli interni, alla riqualificazione dell’apparato pittorico e all’adeguamento della sicurezza della chiesa per renderla fruibile al pubblico. A oggi, però, la Santissima Annunziata versa in uno stato di abbandono e degrado inqualificabile e con i soli locali attigui usati per spettacoli minimi a beneficio della scuola dell’Accademia Toselli”.
Di conseguenza, la richiesta alla Giunta di prendere in seria considerazione la possibilità di riattualizzare la proposta progettuale del 2022, recuperando uno splendido spazio presente nel Centro storico cittadino.

I parcheggi attorno all’Ospedale
Ugo Sturlese di Cuneo per i Beni Comuni segnala la controversia nata tra il Comune e la Sipac gestrice dei parcheggi a pagamento nel quadrilatero corso Monviso, corso Giolitti, via XX Settembre, corso Galileo Ferraris e nel multipiano del Movicentro. La società evidenzia i mancati ricavi dovuti ai ritardi nel passaggio del diritto di superficie del parcheggio del Movicentro prima da Rfi al Comune e poi dal Comune a Sipac, che avrebbe consentito, a quest’ultima, di vendere i 117 posti auto nello stesso multipiano.
Vicenda partita nel 2009. Di conseguenza, per un riequilibrio economico-finanziario, la società chiede di avere 179 nuovi spazi blu in piazza Cavalieri di Vittorio Veneto di fronte all’Inps, l’aumento delle tariffe da 2,2 a 2,45 euro di quelli davanti all’Ospedale Santa Croce, la proroga della concessione dei parcheggi in superficie fino al 2047 (oggi al 2041) e una diminuzione del canone da versare al Comune da 80 mila a 20 mila euro fino a 1 milione di incassi e dal 42 al 35% per quelli superiori.
“Ne abbiamo già parlato in Commissione - afferma Sturlese - in cui è emersa la debolezza contrattuale del Comune, frutto non di questa Amministrazione ma della seconda Valmaggia. L’unica proposta per risolvere la questione l’ha fatta il collega consigliere Bongiovanni di Cuneo Mia: cioè sciogliere il contratto e pagare i 2 milioni e 400 mila euro dovuti a Sipac, per le opere non ammortizzate, con l’accensione di un mutuo. Proposta che condivido perché, pur impegnando importanti risorse collettive, non penalizzerebbe e colpirebbe i cittadini sui parcheggi a pagamento: in particolare quelli più sofferenti che accedono all’Ospedale e i loro parenti. Inoltre, sancirebbe il comportamento di una società che, sia pure in modo legittimo, mostra un totale disinteresse per un servizio pubblico indispensabile e dal quale ha ricavato utili consistenti”.
Pertanto, la richiesta alla Giunta è di conoscere gli sviluppi della vicenda, anche se sul tema è già stata convocata una Commissione consiliare per mercoledì 28 gennaio alle 18. 
La crisi abitativa
Sempre dai banchi di Cuneo per i Beni Comuni, la consigliera Luciana Toselli propone un’interpellanza articolata sulla criticità dell’abitare. Dice: “La crisi abitativa è cresciuta nel tempo ed è urgente e inderogabile affrontare il problema dell’abitabilità nei confronti del “diverso” che, dopo essersi distinto per un percorso faticoso di inserimento anche lavorativo, si trova spesso sbarrata la strada di una vita autonoma, pur avendo la possibilità economica per sostenerla”.
Aggiungendo: “L’Amministrazione da anni sostiene politiche di inclusione per soggetti fragili e recentemente si è tenuto un aggiornamento sul lavoro di laboratorio d’innovazione sociale “Gli Stati Generali dell’Abitare”, però il cammino è ancora lungo perché siamo di fronte a una sorta di razzismo immobiliare e diminuire l’ostilità verso i migranti è un processo complesso, ma non più differibile”.
Quindi, la richiesta alla sindaca Manassero e alla Giunta di promuovere iniziative finalizzate a educare e sensibilizzare la popolazione attraverso incontri, workshop e conferenze pubbliche, per rompere l’avversione che spesso nasce dalla paura dell’ignoto; sostenere le Associazioni che lavorano per l’inclusione; utilizzare mediatori culturali e sociali per aiutare a trovare delle soluzioni e gestire eventuali conflitti; offrire garanzie, in collaborazione con le Cooperative e le Associazioni, per coprire eventuali rischi che non si presentano solo nel caso si tratti dei migranti, ma del “diverso” in generale”. “Perché – conclude Toselli – la gravità del problema non può essere risolta dai privati, ma richiede l’intervento della pubblica amministrazione”.

Villa Luchino
Sempre sul tema dell’abitare, Noemi Mallone di Fratelli d’Italia chiede di conoscere i criteri di assegnazione degli immobili oggetto del progetto di riqualificazione di villa Luchino, in viale Angeli.
“Sul sito del Comune - sottolinea la consigliera - si legge che saranno realizzate 6 unità abitative temporanee indipendenti al primo piano e riservate a persone e famiglie in situazioni di disagio. Una destinazione che comprende condizioni di fragilità molto diverse tra loro, come i nuclei monoparentali, quanti sono in attesa di residenza sociale, le donne vittime di violenza. Di conseguenza, anche in presenza di un numero limitato di alloggi, sarebbe opportuno capire quale impostazione intende adottare l’Amministrazione in termini di criteri, priorità e proporzioni”.

Due sono le interrogazioni presentate da Claudio Bongiovanni.
Nella prima il rappresentante di Cuneo Mia segnala che a luglio, dopo l’apertura alle automobili di parte del viale Angeli, prima isola pedonale, e la riattivazione del semaforo all’altezza di corso Brunet, sono sorti nuovi intasamenti nelle zone antistanti il parco giochi Paperino e il parco della Resistenza. “Nello stesso periodo - spiega Bongiovanni -chiedevamo il rilevamento del traffico per capire l’utilità del provvedimento. L’assessore Pellegrino aveva detto che, per ottenere dati attendibili, si doveva aspettare il monitoraggio autunnale e di inizio inverno. Ora, intendiamo conoscere i risultati delle misure adottate”.
Ma non solo. “Bisognerebbe chiedere all’Arpa il posizionamento di una centralina mobile che rilevi l’inquinamento da traffico in prossimità dell’incrocio tra corso Brunet e viale Angeli. Lo avevamo già fatto allora, senza avere risposta. Adesso, il Comune è intenzionato a farlo?”.
Attraversamento pedonale di corso Monviso
La seconda interrogazione di Bongiovanni pone il problema della pericolosità, per la velocità delle auto in transito, dell’attraversamento pedonale di corso Monviso all’altezza dello stadio F.lli Paschiero e del circolo Cuneese tennis.
Afferma il consigliere: “La conformazione a doppia carreggiata e le dimensioni attuali non permettono l’installazione di un autovelox fisso, la realizzazione di un’illuminazione dedicata alle strisce, il posizionamento di un impianto semaforico a chiamata come quelli di fronte all’Istituto Grandis in corso IV Novembre e all’Itis in corso De Gasperi. Per cui, chiediamo se possono comunque essere messe in atto misure di sicurezza che riteniamo indispensabili, con l’obiettivo di non arrivare troppo tardi alla soluzione del problema”.

Ordini del giorno e proposta della Giunta
Oltre all’ordine del giorno del gruppo Cuneo per i Beni Comuni sul mantenimento dell’Ospedale unico nell’attuale Santa Croce in centro città, il Consiglio ha in programma la discussione su altri due documenti.
Uno, sostenuto dai gruppi Pd, Centro per Cuneo, Cuneo Civica e Cuneo Solidale Democratica, riguarda la “Promozione dal 2026 di iniziative di sensibilizzazione in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti Umani del 10 dicembre”.
L’altro, appoggiato da tutti i gruppi ad eccezione di Lauria e della Lega, impegna Sindaca e Giunta a “Esprimere solidarietà alla popolazione iraniana, sostegno alla Resistenza per i Diritti Umani e condanna delle violenze in Iran”.
Una sola, invece, è la proposta di Giunta illustrata dall’assessore all’Urbanistica, Alessandro Spedale, e si riferisce alla perimetrazione dei centri e dei nuclei abitati.





