Attualità - 25 febbraio 2026, 20:07

Bambini, rapimenti e Pajero bianchi: la favola nera delle chat di provincia

Da Narzole al Torinese rimbalza l’ennesimo allarme infondato. Sindaci e Carabinieri smentiscono, ma i vocali continuano a correre

Bambini, rapimenti e Pajero bianchi: la favola nera delle chat di provincia

C’è un nuovo sport che non richiede allenamento né verifica delle fonti: inoltrare vocali allarmistici. 

Da Narzole a Piossasco, passando per Novello, Lequio Berria, Bene Vagienna, Cherasco e Salmour, negli ultimi giorni la fantasia collettiva ha partorito un copione degno di una serie crime: quattro uomini, auto sospette, bambini “presi” davanti alle scuole, traffico di organi.

Peccato che sia tutto falso.

Emblematico il caso segnalato a Narzole. Un messaggio circolato nelle chat parlava di un presunto tentativo di rapimento davanti alla scuola durante l’ingresso degli alunni. Panico immediato, condivisioni a raffica, telefonate incrociate. Poi, come spesso accade, è arrivata la realtà.

La sindaca Paola Sguazzini, dopo aver contattato direttamente i Carabinieri, ha messo fine alla narrazione: “Dopo aver verificato con il maresciallo in carica posso confermare ufficialmente che non risulta nessuna segnalazione. Una cosa del genere l’avremmo saputa sicuramente”.

Nessuna denuncia, nessun intervento, nessun fatto. Solo un messaggio rimbalzato di gruppo in gruppo.

Il problema è che il terreno è fertile. I recenti fatti reali di Bergamo e Caivano, tentativi di rapimento realmente avvenuti e riportati dai media, hanno acceso l’attenzione pubblica sul tema. E quando la paura è già accesa, basta un soffio per trasformarla in incendio.

Così, ecco comparire gli audio.

Una donna, tono apparentemente pacato ma contenuto esplosivo, avverte: “Buongiorno. Volevo soltanto dare questa comunicazione senza allarmismo, però ovviamente fate molta attenzione perché purtroppo stanno girando quattro uomini di colore che stanno cercando e purtroppo prendono i bimbi… fate passare la voce in tutti i gruppi perché sta diventando una cosa molto seria”.

“Senza allarmismo”, certo. Subito dopo aver evocato rapimenti in serie e invitato a diffondere il messaggio ovunque. Il paradosso è servito.

Poi c’è il secondo audio, che abbandona ogni parvenza di prudenza e sprofonda nel delirio condito da insulti razzisti. Un uomo racconta di misteriose telefonate ricevute da “amici zingari” e avvisa: “Fate attenzione ai vostri bambini, non lasciateli da soli perché stanno girando quattro negri di merda che rubano i bambini per il traffico di organi… Sono in tre macchine, un Pajero bianco, un BMW nero e un’Audi nera…”.

Auto, complotti, “eserciti” che girano di notte. Una sceneggiatura grottesca, in cui si mescolano stereotipi, rabbia e totale assenza di riscontri.

In questo clima, c'è chi prova a mettere un freno al “trappolone”. Il vicecapogruppo di AVS alla Camera, Marco Grimaldi, in una nota inviata ai giornali segnala la diffusione dei vocali in varie località del Torinese, sottolineando come tutte le Amministrazioni abbiano già chiarito l’assenza di qualunque conferma da parte dei Carabinieri. “Una vicenda inquietantissima”, l’ha definita, parlando di chi “getta benzina sul fuoco delle paure diffuse, alimentando sentimenti razzisti”.

Il punto è che ogni messaggio del genere contribuisce a creare sospetto generalizzato, a indicare nemici con il colore della pelle giusto per far presa sulla pancia, a trasformare la tutela dei bambini  in una clava emotiva.

Resta però una domanda: quante persone hanno ascoltato quei vocali indignandosi per il razzismo? E quante, invece, li hanno inoltrati con la coscienza pulita, convinte di “fare prevenzione”

Cesare Mandrile

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