Attualità - 29 aprile 2026, 12:25

Bufera sulle targhe installate a Piozzo: "Polemica assurda, abbiamo già oscurato il volto di Mussolini e del re, per amore di pace"

Comune e associazione rispondono alle osservazioni mosse da Gribaudo e Anpi: "Nessuna ideologia, volevamo ricordare i caduti raccontando la storia"

La targa con i volti oscurati

La targa con i volti oscurati

Bufera sul comune di Piozzo a seguito delle targhe installate, su un muro privato, al belvedere dell'Alba Rosa, all'interno delle celebrazioni per il 25 aprile che, oltre alle fotografie dei caduti, includevano anche quelle di Mussolini e del fascio littorio.

"Le immagini sulla targa sono già state oscurate nella giornata di ieri, non vi era alcuna cattiva intenzione nella proposta dell'associazione" - così il sindaco di Piozzo, Sergio Lasagna risponde alla nota dell'onorevole Chiara Gribaudo (leggi qui), che stigmatizza i contenuti utilizzati per la realizzazione di una delle targhe installate a Piozzo per ricordare i caduti del paese. 

"Il nostro unico intento era storico - spiega Felicina Priola, rappresentante dell'Associazione dei Volontari per l'Arte -. Poiché sono sorte polemiche assurde, a seguito delle osservazioni dell'Anpi sulle targhe dell'Alba Rosa, abbiamo provveduto a cancellare, con un pennarello indelebile, le figure di Mussolini e del re, cancellando la storia, ma solo per amore di PACE. Lo abbiamo fatto subito. Non c'era alcun intento ideologico nell'iniziativa, siamo intervenuti subito".

Lo scopo dell'iniziativa, come spiegato dall'associazione nei giorni scorsi era ricordare:  "chi non è più tornato, chi non è più tornato neppure fisicamente, perché le loro spoglie sono rimaste lontano sul Carso o nelle steppe della Russia; ma anche chi è tornato con la morte nel cuore per le troppe atrocità viste e vissute. Ci sono madri, padri che hanno continuato ad aspettare il proprio figlio disperso nella steppa Russa per tutta la vita, fino in punto di morte, raccomandando ai familiari che restavano. Il tutto voleva solo essere un intento storico". 

Sempre dall'associazione fanno sapere che non ci sarà alcuna opposizione in caso di volontà di rimuovere la targa. Per dovere di cronaca, ricordiamo che, negli anni, l'associazione dei volontari per l'arte si è sempre occupata con minuzia di ricostruire e conservare il patrimonio non solo artistico, ma anche storico del paese, contribuendo a far conoscere e tramandare anche storie come quella del signor Vietti, sopravvissuto da neonato alla rappresaglia nazista, durante l'incendio di Piozzo nel luglio del 1944.

Arianna Pronestì

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