Attualità - 01 luglio 2026, 10:06

Il caldo record e le "notti tropicali": a Cuneo una serie di dodici consecutive. Ecco perché Arpa non le rileva

Nei rendiconti dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale il riferimento è la stazione storica di Boves, dove il fenomeno non si è verificato. Se invece si considera quella di Cuneo Cascina Vecchia, più rappresentativa dell'area urbana, le minime sopra i 20 °C si susseguono dal 18 giugno. Già superato il dato del 2025

Il caldo record e le "notti tropicali": a Cuneo una serie di dodici consecutive. Ecco perché Arpa non le rileva

Caldo record in tutto il Piemonte secondo l'ultimo report diffuso lunedì da Arpa Piemonte, ma la sorpresa è stata l'esclusione di Cuneo dai capoluoghi con “notti tropicali”, cioè notti in cui la temperatura minima non scende sotto i 20 °C. Unico a differenza degli altri capoluoghi in cui la sequenza andava dalle 7 notti consecutive di Alessandria e Asti (ora 8) fino alle 13 di Novara (ora 14).

Oggi riprendiamo i dati con alcune precisazioni.

Il 28 giugno l'anticiclone africano ha raggiunto il picco, con temperature massime comprese tra 36 e 39 °C in pianura e una punta di 40,3 °C ad Alessandria Lobbi, valore che eguaglia il record del giugno 2019. Anche le temperature minime hanno fatto registrare nuovi primati, soprattutto sul Piemonte orientale, dove diverse stazioni hanno superato i precedenti record storici.

Ma torniamo a Cuneo e a spiegare un dato che merita alcune precisazioni.

Per le elaborazioni climatiche di lungo periodo, infatti, Arpa utilizza come stazione di riferimento per Cuneo quella di Boves, installata nel 1988, perché dispone della serie storica più lunga e omogenea. Le due stazioni cittadine, Cuneo Cascina Vecchia e Cuneo Camera di Commercio, sono invece operative solo dal 2002 e non vengono quindi impiegate per i confronti climatologici ufficiali.

Questa scelta è corretta dal punto di vista scientifico, ma può risultare non rappresentativa del clima della città, dove l'effetto dell'urbanizzazione tende a mantenere più elevate le temperature notturne.

Osservando proprio gli stessi dati delle stazioni cittadine di Arpa emerge un quadro diverso. Tra le due, Cuneo Cascina Vecchia è generalmente considerata la più indicativa per questo tipo di analisi, mentre la stazione della Camera di Commercio, per collocazione e caratteristiche, risulta meno rappresentativa.

I grafici mostrano chiaramente la differenza. A Boves la temperatura minima (linea blu) continua a scendere ogni notte sotto la soglia dei 20 °C, motivo per cui non vengono conteggiate notti tropicali. A Cuneo Cascina Vecchia, invece, dal 18 giugno le temperature minime restano costantemente sopra i 20 °C, dando origine a una sequenza di 11 notti tropicali consecutive, salite  a 12 con quella appena trascorsa (minima di 20,1°C alle ore 6.30 di questa mattina). 

Anche la stazione della Camera di Commercio evidenzia minime elevate, sebbene con un andamento influenzato dal diverso posizionamento del sensore.

Il confronto con il 2025 rende ancora più evidente l'intensità dell'ondata di calore di quest'anno. Considerando la stazione di Cuneo Cascina Vecchia, lo scorso giugno erano state registrate 10 notti tropicali, concentrate in due distinti periodi, a metà e a fine mese. 

Nel 2026, invece, la sequenza è già arrivata a 12 notti consecutive, iniziate il 18 giugno, superando quindi il dato dello scorso anno.

La differenza non è soltanto statistica. Le notti tropicali rappresentano uno degli indicatori più significativi delle ondate di calore, perché impediscono il raffrescamento degli edifici e aumentano lo stress termico per la popolazione. Per questo motivo, se l'assenza di notti tropicali a Boves è corretta dal punto di vista della serie climatologica di riferimento, il dato non descrive pienamente ciò che stanno vivendo in questi giorni i residenti della città di Cuneo, dove le temperature notturne restano elevate ormai da quasi due settimane.

I grafici delle stazioni Arpa confermano così una realtà ben percepita dai cuneesi: in città le notti sono state eccezionalmente calde e, almeno sotto questo aspetto, il giugno 2026 si sta rivelando persino più severo del già eccezionale giugno 2025.

Sara Aschero

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