Viabilità - 02 novembre 2026, 09:37

Sicurezza sulla SP 422 a San Defendente, la replica del residente: "Sono stanco di urlare per ottenere attenzione"

Dopo le risposte della Provincia e del sindaco di Cervasca, Enzo Garnerone, il cittadino torna a scrivere agli enti e alza i toni: "Non mi interessano le statistiche sugli incidenti diminuiti, voglio che non ne succedano altri"

Un tratto di via Nazionale, segnalato pericoloso dal residente

Un tratto di via Nazionale, segnalato pericoloso dal residente

"Sono stanco di dover urlare per ottenere attenzione. Sono stanco di dover scrivere decine di email. Sono stanco di sentirmi rispondere con giustificazioni quando sto chiedendo sicurezza". Si conclude con queste parole, cariche di esasperazione, la nuova lettera inviata da un residente di San Defendente di Cervasca alla Provincia di Cuneo e al sindaco Enzo Garnerone. Il cittadino, che preferisce non rendere pubblico il proprio nome ma firma le comunicazioni inviate, torna così sulla questione della sicurezza lungo la strada provinciale 422, in via Nazionale, dopo aver ricevuto le risposte delle amministrazioni alle sue precedenti segnalazioni. (LEGGI QUI)

Una replica dai toni decisamente accesi, nella quale il residente contesta le argomentazioni ricevute e chiede che alle parole seguano finalmente decisioni e interventi concreti. "A me non interessa che gli incidenti siano diminuiti! Mi interessa che non ne succedano altri!", scrive, contestando in particolare il richiamo del sindaco alla riduzione del numero degli incidenti registrati negli ultimi anni. Garnerone aveva infatti evidenziato un miglioramento significativo della situazione, ricordando il passaggio da una media di due o tre incidenti al mese a tre o quattro all'anno, anche grazie agli interventi sulla viabilità realizzati nel territorio comunale.

Un dato che, secondo il residente, non può però essere utilizzato per ridimensionare le preoccupazioni di chi vive quotidianamente lungo quella strada. "Perché negli ultimi mesi ci sono stati meno incidenti, dobbiamo aspettare tranquillamente che ne succeda un altro? Magari questa volta con conseguenze mortali? È questo il criterio con cui si gestisce la sicurezza stradale?", si domanda nella lettera. Il timore espresso è quello di vedere un'automobile perdere il controllo e finire contro la propria abitazione, mettendo a rischio non soltanto la sua incolumità, ma anche quella della compagna e del figlio piccolo.

Nel mirino finiscono soprattutto le velocità ritenute eccessive, i sorpassi effettuati nel centro abitato e quella che il residente definisce una segnaletica relativa ai limiti di velocità pressoché inesistente. Il cittadino contesta anche il sopralluogo effettuato dalla Provincia lo scorso 2 settembre, durante il quale i tecnici avevano rilevato condizioni infrastrutturali complessivamente adeguate, con corsie di larghezza sufficiente, marciapiedi su entrambi i lati, illuminazione pubblica e attraversamento pedonale illuminato. "Vedere una strada con marciapiedi e illuminazione non significa aver verificato che i veicoli la percorrano a velocità adeguata", sottolinea, chiedendo che vengano effettuate anche misurazioni concrete delle velocità dei mezzi nelle diverse fasce orarie.

Uno dei punti sui quali la replica insiste maggiormente riguarda la questione dei dissuasori e dei dossi. Il sindaco Garnerone aveva spiegato che non sempre queste strutture rappresentano la soluzione migliore, anche per la necessità di garantire il passaggio rapido dei mezzi di soccorso. A sostegno della propria posizione aveva richiamato anche le indicazioni ricevute dalla Croce Rossa, contraria all'aggiunta di ulteriori ostacoli in alcune zone proprio per non rallentare ambulanze e mezzi di emergenza.

Ma il residente ribatte che la sua richiesta non riguarda l'installazione di nuovi dossi, bensì la possibilità di introdurre un sistema di controllo elettronico della velocità. "Io ho parlato di autovelox! Un sistema di rilevazione della velocità! Non di una montagna, non di un muro, non di un ostacolo che impedisca il passaggio delle ambulanze!", precisa con toni polemici. Per il cittadino, il richiamo ai mezzi di soccorso non risponde quindi alla questione sollevata. Se esistono impedimenti normativi o tecnici all'installazione di un dispositivo, chiede che vengano spiegati chiaramente e che siano indicate eventuali soluzioni alternative.

Nella lettera viene inoltre ricordato quanto dichiarato dallo stesso sindaco il 19 luglio 2026, dopo un incidente avvenuto nei pressi del supermercato Mercatò di Cervasca. In quell'occasione Garnerone aveva parlato di una serie di incidenti, anche gravi e mortali, verificatisi lungo quel tratto di provinciale, evidenziando in particolare i rischi legati all'intersezione e alla mancanza di una terza corsia. Il primo cittadino aveva inoltre lamentato la mancata adozione di provvedimenti da parte della Provincia, annunciando che l'amministrazione comunale sarebbe tornata ad alzare la voce.

Una dichiarazione che il residente richiama per evidenziare, a suo giudizio, la necessità di passare dalle segnalazioni alle azioni. "Il rischio c'è e continua a esserci", scrive, manifestando la paura che un nuovo incidente possa coinvolgere un familiare o qualcuno che vive nella zona.

La richiesta finale rivolta a Comune e Provincia è molto precisa. Il cittadino vuole sapere perché non venga valutata concretamente l'installazione di un autovelox nel rispetto della normativa, se siano mai state misurate le velocità effettive dei veicoli e dove siano i dati oggettivi che dimostrerebbero la sicurezza della strada. Nel caso in cui il dispositivo non fosse installabile, chiede inoltre quali alternative concrete si intendano adottare.

"A questo punto mi aspetto che Comune e Provincia smettano di rimbalzarsi le responsabilità e diano risposte precise", scrive, chiedendo di conoscere quali interventi si intendano realizzare, con quali tempistiche e chi si assumerà la responsabilità delle decisioni.

"Non sto chiedendo un favore personale. Sto chiedendo che chi amministra il territorio faccia il proprio dovere", conclude il residente, ribadendo di non voler aspettare che si verifichi un altro incidente grave prima che vengano adottate misure di prevenzione.

Cesare Mandrile

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