Al Direttore - 13 agosto 2012, 14:19

Un lettore: "Via dei lupi di Limone, metafora di una società alla deriva"

Il signor Michele Corti: "Ruffiana tendenza a ingraziarsi il turista cittadino con riferimenti alla wilderness e all'animale che eccita la fantasia"

Immagine d'archivio

Immagine d'archivio

Ieri si è svolta a Limone la gara di corsa in montagna "La via dei lupi". Un nome che viene da suggestioni letterarie (un romanzo di successo del 2002) e dalla ruffiana tendenza a ingraziarsi il turista cittadino con riferimenti alla wilderness e all'animale che tanto eccità fantasia ed emozioni. Un ragionamento da accattoni perché senza i montanari e senza gli allevatori non ci sono prodotti tipici, paesaggi, sentieri percorribili.

Tre giorni prima i lupi  colpivano duramente in un gias(Gias Perla) proprio sul percorso della corsa. Al Gias Perla sono "di casa" perché lunedì una lupa era stata vista davanti (letteralmente) alla porta di casa mentre tentava di predare un vitello.  L'episodio di ieri - cui si aggiungono le lamentele dei turisti (ma anche di amministratori comunali)  per i cani, per le carcasse che puzzano (come fosse colpa dell'allevatore farsele uccidere), per i recinti elettrici -  è la metafora della nostra società alla deriva: si fa sport, ci si diverte alle spalle di chi lavora e che mantiene la montagna fruibile. Magari si va anche in trattoria a mangiare l'albese mentre sui pascoli (da dove la buona carne deriva) vacche, manze e vitelle sono vittime dei nuovi beniamini.

Così ho pensato di appellarmi al sindaco di Limone perché a sua volta si faccia interprete di un gesto di sensibilità sociale verso gli allevatori: si cambi nome alle corse intitolate alla "via dei lupi".

Ringraziando dell'attenzione le porgo cordiali saluti

Michele Corti
www.ruralpini.it

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La lettera-appello inviata al sindaco di Limone Piemonte:

Giovedì scorso al Gias Perla da dove passa la corsa "La Via dei lupi"  i tanto evocati lupi -  in carne e ossa e pelliccia - hanno provocato gravi  danni all'allevatore Tiziano Aiassa già gravemente coltipito nel 2009: una manza gravida morta, un'altra ferita e riportata in pianura, un'altra ancora infortunata che non cammina. E' veramente una beffa e un insulto per chi lavora duramente e ha gravi perdite vedere che c'è chi considera la montagna un campo di gara da intitolare immaginificamente e ruffianamente ai lupi sull'onda di suggestioni letterarie e mediatiche fregandosene del lavoro e dei sentimenti di chi la mantiene viva, di chi consente a podisti ed escursionisti di fruirsene.  Non so quanto possa dipendere dal comune "ribattezzare" l'evento sportivo  ma immagino che visto che si organizza nel territorio una richiesta in tal senso dovrebbe avere il suo peso.

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