Al Direttore - 14 agosto 2012, 14:16

L'organizzatore della Via dei Lupi: "Chi siamo per giudicare chi deve restare e chi no?"

Il signor Alberto Rovera in risposta alla lettera di Michele Corti sulla gara di corsa in montagna

Immagine archivio

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Egregio Direttore,

scrivo in risposta al Signor Corti relativamente a quanto da lui scritto lunedì 13 scorso in merito alla gara podistica di corsa in montagna “La Via dei Lupi” svoltasi a Limone Piemonte domenica 12 agosto.

Mi sento in dovere di rispondere, o quanto meno far sentire la mia voce in merito, in qualità di ideatore e coorganizzatore della suddetta manifestazione.

Sono nato a Cuneo ma mi considero un montanaro a tutti gli effetti, da cinquant’anni frequento le valli intorno a Limone in tutte le stagioni, conosco bene i problemi di chi lì vive e lavora, conosco e rispetto le difficoltà che devono affrontare ma anche i piaceri di cui possono godere. Riconosco perfettamente quanto fanno per mantenere viva la montagna e l’importanza per la comunità della loro presenza e dei frutti del loro duro lavoro. Con loro spesso mi confronto  e a volte mi chiedo chi dei due nella rispettiva vita, la mia in città, la loro in montagna,  debba affrontare i “veri” lupi. Proprio venerdì 10 durante un sopralluogo sul percorso mi sono incontrato col pastore al quale il Sig. Corti fa riferimento, era in compagnia del veterinario della USL, stavano salendo per constatare quanto era successo nella notte, lucidamente abbiamo condiviso l’accaduto e i problemi che questo crea ed ho espresso il mio dispiacere e la mia piena solidarietà.  

Già, i lupi. Non nascondo che sia un animale affascinante che amo come tutti gli altri animali che popolano le nostre valli, madre natura li ha voluti in quei luoghi prima ancora che arrivasse “l’homo sapiens”, lo stesso poi li ha cacciati, ma loro testardamente sono tornati riprendendosi i loro spazi. Chi siamo per giudicare chi deve restare e chi no? Perché non trovare una soluzione e quindi  provare a convivere?

La scelta del nome di questa gara è proprio figlia dell’amore e del rispetto che ho nei confronti di tutto ciò che “vive” in montagna, senza subdoli secondi fini e  per sensibilizzare attraverso una manifestazione sportiva ecologica e naturale una realtà di vita. Per preparare i percorsi di queste gare spesso si ripuliscono e riapronono sentieri e mulattiere, ridando vita a molteplici vie dei tempi andati altrimenti impraticabili. Solo dando la vita si crea altra vita! Tutto questo con sacrifici di tempo e denaro da parte di chi ha la passione e l’amore per uno sport ma soprattutto per la montagna! Provi a chiedere un parere sul significato che può avere una simile manifestazione ad uno dei 200 atleti che abbiamo portato a Limone domenica scorsa.

Gli accattoni, mi permetta, sono altri, sono coloro che si attaccano a qualsiasi cosa pur di seminare zizzania, polemizzando su tutto senza nemmeno provare a trovare soluzioni insultando ed accusando persone senza nemmeno conoscerle!

Grazie per l’ospitalità,

Alberto Rovera

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