Al Direttore - 16 agosto 2012, 10:33

"Sulla Via dei Lupi resto della mia opinione, è una promozione del canide selvatico"

Il signor Miche Corti in replica alla lettera dell'organizzatore della corsa

"Sulla Via dei Lupi resto della mia opinione, è una promozione del canide selvatico"

Gentile Sig. Alberto Rovera

La sua reazione stizzita e offensiva alle mie osservazioni circa l'opportunità - a fronte dei danni subiti dagli allevatori da parte dei lupi -  di denominare la corsa in montagna di Limone: "La via dei lupi" merita una breve replica.

Lei si è sentito destinatario di accuse e insulti gratuiti e li ha restituiti al mittente con gli interessi. Però sbollita l'indignazione come può negare che ci sia eccome una strategia per "promuovere il lupo"? E' scritto nei vari progetti pro lupo finanziati dal contribuente come mettere in atto questa strategia sin dai minimi dettagli. Come qualificare se non "subdola" una strategia che prevede l'andare nelle scuole a fare il lavaggio del cervello ai ragazzini rescivendo le favole tradizionali e inculcando che il lupo è buono.

Cercare di liquidare la polemica attribuendomi il ruolo di "guastatore" non funziona.  Ben prima della polemica da me sollevata il tema del "turismo del lupo" è già stato oggetto di aspro contendere (vedasi i commenti suscitati dalle uscite pro lupo di Vercellotti ).

Ritenevo che "la via dei lupi" fosse semplicemente frutto di un "seguire l'onda", un peccato di superficialità (al massimo di un po' di ruffianeria). Non pensavo fosse espressione diretta della strategia subdola di cui sopra e della logica accattona per cui la montagna rinnega sé stessa, i sui valori, i suoi interessi per compiacere in modo servile il turista di città. Lei, però, mette avanti il lupo "affascinante" e si sente direttamente chiamato in causa dai miei rilievi. Cosa dedurne se non che "la via dei lupi" è effettivamente parte della promozione del canide selvatico (e di tutto quello che ci viene costruito sopra)?

Infine mi lasci dire che tutto quello che mantiene viva la montagna è benvenuto, specie gli sport che non implicano impatti e interventi invasivi (uso di motori, impianti da sci). Tra le attività turistiche e sportive sostenibili e gli allevatori ci deve essere alleanza. Il mio intervento per quanto rude era in questo spirito.

Cordialità

Michele Corti

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