Non si placano le polemiche sull’Ospedale di Saluzzo e sulla riorganizzazione dei servizi sanitari in ambito locale.
A far scalpore e ad accrescere il malumore questa volta è la notizia, lanciata dal settimanale diocesano, in merito alla chiusura “per ferie” della sala gessi del nosocomio cittadino. Proprio così: dal 23 giugno e sino alla fine del periodo di vacanze estive, ipotizzabile verso inizio settembre, si avrà una riduzione delle prestazioni ambulatoriali.
Il motivo: la carenza degli ortopedici, che va ad accavallarsi alle ferie estive e che quindi rende impossibile garantire l’operatività “a pieno regime” della sala gessi. Gli stessi ortopedici che un tempo erano stabilmente a Saluzzo, sono stati poi “sottratti in modo maldestro”, usando parole del consigliere regionale Paolo Allemano, per riempire l’allora neonato ospedale di Mondovì.
L’ennesimo colpo di scena che coinvolge il presidio ospedaliero riporta alta (ammesso che sia mai scemata) l’attenzione sulla sanità locale saluzzese.
Ancora una volta, Saluzzo ed il territorio limitrofo pagano, sulla propria pelle, il prezzo più caro di una politica di riorganizzazione della sanità attuata negli anni e che ora rischia di sottrarre servizi importantissimi anche alla vicina Savigliano, uno su tutti l’emodinamica.
Targatocn ha lanciato mesi fa il “grido d’allarme” su quello che sembra essere l’ormai certo trasferimento dell’emodinamica. Così come successo a Saluzzo per l’ortopedia, l’ospedale “da riempire” nel caso di Savigliano sarà quello di Verduno.
A rendere “meno amaro” l’ennesimo boccone fatto ingoiare al saluzzese, la promessa riportata dal giornale locale e rilasciata dall’Asl circa la possibile assunzione di un medico ortopedico in mobilità (da assegnare comunque alla struttura integrata di Savigliano e Saluzzo), mentre dovrebbe essere pubblicato nelle prossime settimane un bando per la copertura di un posto di dirigente medico, sempre per l’ortopedia.
Il tutto mentre il mondo politico sembra non batter ciglio. Le reazioni, salvo qualche malinconico ed isolato grido d’allarme come quello del consigliere d’opposizione cittadino Stefano Quaglia, possiamo già immaginarle.
La “necessità di fare squadra con Savigliano” è la tesi che da tempo va per la maggiore.
Invocata sino ad oggi, basterà per far capire ai saluzzesi questo ennesimo episodio che non fa altro che definire maggiormente un futuro dell’ospedale che sembra essere – da tempo - già segnato?
Non se lo chiede la carta stampata, che sul tema della sanità è stata accusata a più riprese dall’Amministrazione cittadina di “terrorismo psicologico”.
Se lo chiede – a ragion veduta – l’intero territorio.




