Attualità - 05 aprile 2019, 12:15

“La comunità di Crissolo è pronta ad accollarsi l’onere degli impianti di risalita”: nuovo gestore in vista per la seggiovia?

In Comune sono giunte “più d’una” manifestazione di interesse. Tra queste, una è stata presentata dalla collettività di Crissolo, da un gruppo di residenti che ha messo nero su bianco le proprie intenzioni, firmandole e depositandole a Palazzo. Un passaggio che potrebbe sbloccare l’impasse sull’accordo di programma con la Regione per il finanziamento del secondo impianto

Immagine di repertorio

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“La comunità di Crissolo si è detta disponibile ad assumersi la gestione degli impianti di risalita”. A confermarcelo è direttamente il sindaco del paese ai 1300 metri della Valle Po, Fabrizio Re.

È l’ultima “puntata”, in ordine temporale, di una vicenda annosa e – a tratti – contorta.

Nell’ultimo Consiglio comunale del paese, infatti, il Comune aveva approvato la reintegra dei terreni gravati da uso civico sui quali sorgono sciovie, bar, parte dell’impianto di innevamento artificiale e la centralina idroelettrica in capo alla società Sipre.

Al tempo stesso, non essendo stati conciliati i canoni relativi ai terreni di “dominio collettivo” (così viene definito ora l’uso civico), il Comune (maggioranza e minoranza a favore) aveva anche approvato la decadenza della convenzione 25ennale per la gestione della seggiovia biposto (pubblica).

Nelle premesse del documento, comma “L”, viene infatti riportato che “si rende necessaria, prima di procedere alla definizione dei rapporti tra il Comune ed il privato imprenditore in ordine alla gestione e allo sviluppo della stazione sciistica, la regolarizzazione dello stato di fatto”.

La decadenza della convenzione aveva conseguentemente aperto una serie di scenari.

Il primo: senza l’approvazione di una proroga per la gestione dell’impianto, la seggiovia di Crissolo, a rigor di logica, dal 15 marzo è senza un gestore.

Il secondo aspetto riguarda invece l’investimento da 1milione di euro destinato proprio agli impianti di risalita. Su questo punto, da sempre, si registra la diversità di vedute tra Comune (che vuole posizionare una seconda seggiovia) e la Sipre (che opta per l’allungamento di quella esistente).

L’incontro negli uffici regionali del 26 marzo scorso, volto a definire i dettagli dell’accordo di programma tra la Regione stessa ed il Comune, non era giunto al dunque. Al tavolo, oltre agli Amministratori degli Enti pubblici, anche la Sipre e Cuneo Neve, ramo di Confindustria che appoggia il progetto del privato.

La riunione si era chiusa con un rinvio a metà aprile. La Regione – ci aveva sottolineato il consigliere Paolo Allemano – “ritiene che il progetto del Comune (posizionamento di una seconda seggiovia: ndr) sia il più percorribile, anche perché la firma dell’accordo di programma spetta al sindaco e al governatore”.

Tuttavia, aveva aggiunto Allemano, “Si chiede alle parti che ci siano le condizioni minime affinché il finanziamento produca effetti sull’economia locale. Se non c’è un minimo accordo, anche solo una pausa del conflitto tra le parti, che possa far maturare l’investimento, la politica non può che prender atto che il trasferimento di denaro non sarebbe fruttuoso, e quindi non s’ha da fare”.

A margine dell’incontro in Regione ci eravamo chiesti, basandoci sull’ultimo atto adottato dal Consiglio (la decadenza della convenzione), a che titolo la Sipre continui a partecipare, insieme a “Cuneo Neve”, alle riunioni a Palazzo Lascaris.

Ma gli ultimi sviluppi ribaltano ancora una volta lo scenario.

Sulle scrivanie del Comune, come ci conferma il sindaco, ci sono “più d’una” manifestazione di interesse alla gestione degli impianti, vale a dire la seggiovia biposto Monviso e, eventualmente, la seconda seggiovia finanziata da Regione e Comune.

Tra queste, una è stata presentata dalla collettività di Crissolo, da un gruppo di residenti che ha messo nero su bianco le proprie intenzioni, firmandole e depositandole a Palazzo. Un passaggio “storico”, con il paese che si presenta compatto – sottolineiamo compatto – chiedendo al Comune l’affidamento della gestione degli impianti.

L’intenzione dei crissolesi andrebbe proprio nella direzione della legge nazionale che regola i “dominii collettivi”: i terreni gravati da questo vincolo sono di proprietà della collettività, e alla collettività tocca gestirli, sia con rapporti con soggetti privati (purchè si basino su una valutazione di libero mercato), sia in prima persona.

Proprio come in questo caso.

La manifestazione d’interesse dei cittadini crissolesi potrebbe, dunque, dare una svolta decisiva per la firma dell’accordo di programma? La possibilità non è da escludere: la Regione continua a chiedere condivisione e una sorta di “accordo” sul progetto della seconda seggiovia.

E il Comune potrebbe presentarsi a Palazzo Lascaris con un nuovo – papabile – gestore (la comunità del paese) che, da tempo (era il 23 ottobre 2017) ha espresso piena condivisione sul posizionamento del secondo impianto di risalita.

Nicolò Bertola

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