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Agricoltura | 03 aprile 2020, 16:00

Il Coronavirus lascia spazio ai cinghiali, Coldiretti Cuneo: "Con lo stop alla caccia di selezione si rischia l’emergenza nell’emergenza"

Roberto Moncalvo: "Gli incidenti stradali causati dai selvatici sono in diminuzione solo perché, al momento, con le restrizioni imposte dall’emergenza Coronavirus, circolano meno persone, ma non appena si tornerà ai soliti ritmi saranno necessarie misure straordinarie da mettere in campo urgentemente"

Foto generica

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Con l’emergenza Coronavirus salgono ad oltre 2 milioni i cinghiali che, lungo tutta la Penisola, circolano senza freni per campagne e città, danneggiando i raccolti e mettendo a rischio la sicurezza delle famiglie anche nelle poche occasioni in cui è permesso uscire di casa. È l’allarme lanciato da Coldiretti in riferimento alla moltiplicazione degli avvistamenti di cinghiali e animali selvatici che, con strade e città vuote, si muovono ancora più indisturbati.

Nella Granda lo stop alla caccia di selezione, nelle settimane di emergenza sanitaria, rischia di aprire un’annata particolarmente difficile per i danni alle coltivazioni che, per ora, si registrano prevalentemente nelle zone montane.

La proliferazione senza freni dei cinghiali – dichiara Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo – sta mettendo a rischio l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali e di aree ad elevato pregio naturalistico, oltre a mettere a repentaglio la sicurezza dei cittadini. Gli incidenti stradali causati dai selvatici sono in diminuzione solo perché, al momento, con le restrizioni imposte dall’emergenza Coronavirus, circolano meno persone, ma non appena si tornerà ai soliti ritmi saranno necessarie misure straordinarie da mettere in campo urgentemente”.

Non dimentichiamo che in Provincia di Cuneo ogni anno vengono dichiarati in media 200 incidenti stradali causati da cinghiali, ma con la tendenza ad aumentare.

Ingenti anche i danni all’agricoltura provocati dalla fauna selvatica nella Granda che – secondo gli ultimi dati disponibili, resi noti nel Piano provinciale per il controllo della specie cinghiale – ammontano nel 2017 ad oltre 723.000 euro, di cui 454.000 (ossia il 63%) imputabile a cinghiali. Un’incidenza che mostra un trend in crescita negli ultimi anni.

comunicato stampa

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