Attualità - 26 marzo 2021, 16:02

Anche una delegazione Priorità alla Scuola Mondovì a Torino per il ritorno alla didattica in presenza (FOTO)

Mentre è in corso il flash mob a Torino, le famiglie monregalesi che non hanno potuto partecipare hanno realizzato cartelli e striscioni da appendere fuori dalle proprie abitazioni e ai cancelli delle scuole chiuse

Alcune immagini del flash mob a Torino

Alcune immagini del flash mob a Torino

"Più relazioni meno applicazioni": questo l'appello di studenti e famiglie che oggi sono scesi in piazza a Torino per chiedere l'apertura delle scuole e il ritorno alle lezioni in presenza. 

Tra di loro anche una delegazione di Priorità alla Scuola Mondovì che, qualche settimana fa, aveva manifestato di fronte al municipio per focalizzare l'attenzione su queste problematiche (leggi qui), chiedendo un confronto diretto tra famiglie e istituzioni.

Ormai da un anno il Covid ha costretto la scuola a diventare un insieme di "aule virtuali", fatte di schermi e riunioni online, con il conseguente annullamento dei valori più importanti che si imparano tra i banchi: la socialità, il confronto, il rapporto con gli altri. 

Al di là dei problemi organizzativi che gravano sulle famiglie che si devono riorganizzare per seguire i figli a casa, le conseguenze si fanno sentire anche a livello sociale e psicologico. Il Covid sta creando un divario anche nel rendimento scolastico che inevitabilmente non garantisce "un'istruzione uguale per tutti". 

Dopo le festività pasquali si prevede un ritorno alle lezioni in presenza per le fasce dei più piccoli, fino alla prima media, ma tutti gli altri?

"Figli di un Dio minore", così recita uno degli slogan della delegazione monregalese che oggi ha preso parte al flash mob torinese di Priorità alla Scuola per sostenere a livello regionale la richiesta di tornare in presenza per tutti gli ordini e gradi.

"Vogliamo sottolineare il disagio degli studenti di tutti gli ordini e gradi" - spiegano dal gruppo PAS Mondovì - "Non dimentichiamoci dei ragazzi della seconda e terza media che sono minori di 14 anni che non possono, per legge, essere lasciati da soli in casa e che però vengono esclusi dai provvedimenti quando si tratta di riaprire le scuole". 

Parallelamente al flash mob torinese il comitato monregalese ha portato avanti altre iniziative, come aveva già fatto coinvolgendo i nonni (leggi qui), realizzando cartelli esposti nelle abitazioni e sui cancelli delle scuole.

Arianna P.

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