La Regione svicola. Ne sono ormai convinti in più d’uno a Viola St. Gréé e dintorni. Palazzo Lascaris latita in merito agli investimenti destinati più di un anno e mezzo fa al rilancio della stazione sciistica in Val Mongia.
L’Assessore Alberto Cirio aveva detto in proposito in sede d’inaugurazione della Seggiovia Pian del Bal: “Quei soldi ci sono e sono i vostri. Voi dovete decidere come spenderli”.
Si tratta dei due milioni e mezzo d’euro destinati per 1.000.000 alla Porta della Neve e per il restante 1.500.000 all’acquisto dei terreni, all’impiantistica e alla realizzazione della nuova pista del Vallone il cui versante è sempre in ombra. Fatto che assicurerebbe lo sci anche negli inverni più tiepidi, come l’ultimo.
Lo conferma anche il Sindaco di Viola, Paolo Rossi che spiega: “E’ importante non solo per Viola ma anche per la vallata che tale impianto sia fatto. Al Vallone c’era ancora neve quando quest’inverno s’è smesso di sciare. L’attuale seggiovia dovrebbe servire in futuro per raggiungere nuove piste a monte .”
Non è poi tanto peregrino pensare che “senza il Vallone” St. Gréé morirebbe un’altra volta. Chi conosce i luoghi, le piste, le temperature ne è ben conscio. E lo era sostanzialmente anche il parterre politico presente all’inaugurazione del gennaio 2011. Ne hanno, infatti, parlato espressamente proprio loro al pubblico assiepato.
“Ormai lo sanno anche i sassi” – aggiunge scorato il Sindaco Rossi.
La Regione gioca forse a rimpiattino con gli impegni presi nei confronti del Comune di Viola e della Comunità Montana, della Val Mongia, dei residenti e dei villeggianti?
La situazione avrebbe del comico se non fossero in gioco dei destini. Tanto più se citiamo l’imminente avvio della batosta I.M.U. .
“Si sottraggono al confronto e alle risposte”, sparano gli avvelenati. Un fatto alquanto anomalo giacché l’Ente regionale riveste una funzione pubblica.
Cerchiamo conferme: “La Regione ha i suoi tempi, magari anche lunghi – spiega il Sindaco Rossi – Abbiamo più volte telefonato all’Assessorato allo Sport e al Turismo. Sono in contatto anche con l’Assessore William Casoni. La Regione ha poco tempo, c’è il bilancio da vedere, altre volte ci sono altre urgenze, ma io continuo a ricordare loro - a costo di risultare noioso - che c’è la rimodulazione dell’Accordo di Programma per Viola St. Gréé ancora da formulare”.
Il Municipio di Viola e la Comunità Montana - viste le reiterate difficoltà d’approccio in Regione – hanno infine scritto sollecitando l’avanzamento dell’iter. Chiedendo di concretare un incontro ufficiale con tutti gli Enti interessati.
Filtrano i bravissimi i collaboratori dello staff assessoriale di Cirio. Un muro respingente. E - dalla professionalità dimostrata - è altrettanto lecito pensare che trasmettano con eguale precisione le richieste di contatto, le telefonate, le lettere inviate dalla Val Mongia.
Il silenzio però a tutt’oggi resta tombale. Come mai? Se c’è una ragione ostativa perché non è espressa con chiarezza?
“Capiamo le difficoltà attinenti al destino della Porta della Neve. – prosegue il Sindaco Rossi – Quel che non comprendiamo è perché i tempi siano così lenti. L’Accordo di Programma è del 6 dicembre 2003 e scadrà il 6 dicembre 2013. I tempi non sono ancora strettissimi. Occorre però che si arrivi nei prossimi mesi alla sua rimodulazione” – precisa il Primo Cittadino di Viola.
I più indignati chiedono una riunione pubblica con la quale sia spiegato ai cittadini perché non si va avanti. E se ci sono responsabilità queste di chi siano. Sindaco Rossi, sarebbe disposto a farla? “Sarebbe giusta. I cittadini hanno diritto di sapere qualcosa di più preciso su tempistica, date, tipologia d’investimenti. Il problema è che aspettiamo di conoscerle anche noi Enti Locali.”
E c’è chi a St. Gréé ipotizza anche – caso mai potesse esser d’aiuto – l’acquisto di uno skilift usato. Ne sarebbe già stato individuato uno il cui prezzo oscillerebbe fra i 250/300.000,00 euro. Che ne pensa Sindaco? “Il prezzo indicato mi pare troppo basso. Occorre tenere presente molti altri fattori quali la vita tecnica dell’impianto, i costi di rimontaggio e adattamento alla nuova allocazione, le minori garanzie fornite rispetto al nuovo, i costi di dismissione, ecc.. Comunque certamente si può valutare.”





