Oggi un giovane, classe 2007, ha perso la vita mentre percorreva a piedi la strada statale 28 del Colle di Nava, nel tratto tra i comuni di Lesegno e Ceva, la persona che era con lui, classe 1990, è in ospedale in gravi condizioni.
Qualsiasi commento avrebbe dovuto fermasi qui, anzi, non avrebbe neanche dovuto esserci. I fatti sono avvenuti nella mattinata e, dalla diffusione della notizia, i social si sono letteralmente intasati di commenti di ogni tipo. Tipico effetto bulimico della società in cui viviamo, dove tutti, ma proprio chiunque, si sente in diritto di dire la propria opinione.
È la cronaca, purtroppo, a dirci che c'è un problema di sicurezza sulla strada statale 28, che non riguarda solo chi la percorre in auto, ma anche chi va a piedi, in bici o in monopattino, spesso impossibilitato a fare diversamente.
La statale 28 attraversa due regione, Piemonte e Liguria, ma su entrambi i versanti si continuano a registrare vittime della strada. La scorsa settimana, in provincia di Imperia, ha perso la vita un ragazzo di 18 anni.
A settembre dello scorso anno a perdere la vita, in uno scontro nei pressi del casello autostradale di Ceva, era stato l'imprenditore ligure Paolo Gheza, solo un mese prima, tra Ceva e Lesegno un altro incidente era costato la vita al monregalese Matteo Di Modica.
Oggi il tema della sicurezza della statale 28, almeno nei suoi punti più critici, torna con prepotenza a farsi sentire. Il problema della sicurezza esiste, come quello della sempre più frequente presenza di persone che, in monopattino, a piedi o in bici, si trovano costrette a percorrere lunghi tratti stradale sprovvisti delle adeguate protezioni.
Al nostro giornale il presidente della provinciale Luca Robaldo ha dichiarato come: "questi tragici eventi debbano essere sprone a lavorare con ancora più determinazione sul tema della sicurezza stradale. Proprio negli scorsi giorni abbiamo avviato l'attività del Tavolo sulla Sicurezza Stradale che ha come obiettivo precipuo quello di coordinare la miriade di attività che si svolgono sul territorio, a partire da quelle svolte dagli Istituti Scolastici".
"Il primo pensiero va alle vittime, a chi ha perso la vita, a chi è stato ferito gravemente e, anche, al conducente coinvolto in questo tragico evento - dice il sindaco di Ceva, Fabio Mottinelli -. Davanti a questi fatti la società cerca sempre un capro espiatorio ma la responsabilità è collettiva e le possibili soluzioni devono essere corali. Continuamente con ANAS, l'ente gestore, ci si trova lungo la tratta che attraversa Ceva per discutere e condividere eventuali soluzioni alle varie criticità che ci sono nel nostro territorio. L'attenzione da parte nostra è sempre alta sul tema della sicurezza stradale, compatibilmente con le risorse ed il personale che abbiamo a disposizione come Comune. Ho sentito personalmente sua Eccellenza il Prefetto, dottor Mariano Savastano, che comunicherà con i vari CAS presenti sul territorio per sollecitarli nuovamente a sensibilizzare gli ospiti delle strutture sul tema dell’educazione stradale e come muoversi in sicurezza sul territorio. Fondamentale fare squadra tra tutte le istituzioni competenti. Ma il problema non riguarda solo gli ospiti delle strutture, seppur siano la maggior parte dei transitanti quella tratta, anche un ciclista era deceduto in un tragico incidente: è necessario rafforzare la consapevolezza che le strade extraurbane possono presentare rischi per chiunque le percorra; nei casi in cui, per cause di forza maggiore, vi si trovi a transitare a piedi o con mezzi particolarmente vulnerabili, è fondamentale prestare la massima attenzione e adottare ogni possibile misura di prudenza”.





