Estate significa anche passeggiare dopo cena nelle vie del centro città. Non che questo mese di luglio sia particolarmente estivo. La “bolla africana” - come da quest'anno in tv è stato battezzato il caldo che normalmente ci dovrebbe essere tutte le estati – dalle nostre parti ha giusto fatto una toccata e fuga.
Alla sera, se si vuole uscire, si tirano fuori di nuovo giacchette e maglioncini di cotone, perché basta svoltare l'angolo ed un'improvvisa corrente freschetta ti si sbatte in faccia, con possibili conseguenti raffreddori. Per questo le vetrine di quei negozi, come ormai da tante estati a questa parte, che hanno in vetrina già cappotti e giacconi sembrano meno raccappriccianti del solito.
E' che da noi la bella stagione è già di per sé molto breve, e a meno che quella di quest'anno non si tratti di un'estate tardiva e che dunque si prolunghi anche ad agosto inoltrato, i maglioni visti in queste ultime sere in vetrina non sembrano neanche tanto un nonsenso. Anzi, sono i costumi da bagno che sembrano appartenere ad un' altra stagione. Ma caldo o non caldo, chi si concede due passi non prescinde dall'acquisto di un bel cono gelato.
Qui a Cuneo le gelaterie non mancano e quelle storiche “nostre” resistono benissimo alla concorrenza delle “straniere” - vedi la torinese “Grom” - che in ogni caso producono degli ottimi gelati. Ogni cuneese, poi, ha la “sua” gelateria preferita. Ci sono i fan del gelato del Corso, quelli del Ligure, quelli del Dante, di “Elio”...solo per citare quelli “storici”, ognuno molto categorico nelle sue scelte.
Un tempo l'estate era sinonimo di chiusura dei negozi. Soltanto le località turistiche, e soprattutto quelle balneari, vedevano i negozi aperti e qualcuno anche con “strappi” serali. Ora, non c'è città che non dedichi almeno un dopo cena alla settimana allo “Shopping sotto le stelle”. Che fa tanto vacanza, anche per chi non si può permettere di lasciare la città.
Non ci sono più, infatti, quegli spettacoli desolanti di solitudine urbana, fatti di vialoni e corsi deserti, con qualche sparuto passante che sembra quasi vergognarsi di farsi vedere in giro. No, ora c'è l'orgoglio della passeggiata estiva in città. Ed i negozi contribuiscono, con le loro aperture fuori orario, a risollevare gli animi. Rimane per me un mistero del perché se le saracinesche sono abbassate, tutto sembra più triste.
Non è che si debba comprare per forza, ma passare davanti ad un negozio aperto o ad uno chiuso, fa una bella differenza. Con l'apertura serale dei negozi, le amministrazioni fanno anche a gara nell'organizzare spettacoli, più o meno interessanti che siano. A parte i grandi eventi, come le notti bianche, che ormai anche i paesini più piccoli, a volte in maniera un po' raffazzonata, ingaggiando sgangherati complessini sconosciuti, non vogliono far mancare ai propri concittadini, ormai è tutto un pullulare di concerti, animazioni, sagre, fiere, “merende sinoire”, grandi cene sotto le stelle, e via dicendo.
Impossibile non trovare qualcosa che non sia di proprio gusto se non sotto casa, almeno nell'arco di pochi chilometri. Perché la gente deve uscire, deve mischiarsi con gli altri, deve socializzare. Soprattutto d'estate, quando, come a Natale, bisogna essere allegri anche contro voglia. E arrivare fino al punto di fingere di divertirsi.




