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| 14 marzo 2012, 09:02

Il WiMu di Barolo e gli altri nuovi musei tutti da vivere

Il WiMu di Barolo e gli altri nuovi musei tutti da vivere

L'ultimo in ordine di tempo che ho visto è stato il WiMu, Museum of Wine a Barolo. Che fa parte dei musei di nuova concezione: non più statici, una mera raccolta di oggetti catalogati messi in mostra, ma interattivi. Luoghi dove si guarda, si ascolta, si tocca, ci si siede, ci si sdraia, dove tutti i sensi sono direttamente coinvolti. Tre dei quali concepiti da un geniale scenografo svizzero, François Confino. Nel WiMu si parla di vino, ovvio, anzi di barolo, e i le sue influenze sull'arte, la letteratura, la musica, il cinema e la cucina, ma non solo. Il museo omaggia anche il castello stesso e coloro che vi hanno abitato, i marchesi Tancredi Falletti e soprattutto Giulia di Barolo.

Non si può non visitare il Museo del Cinema di Torino. Inaugurato nel 2000 presso una sede che di per sé è già qualcosa di straordinario e unico, ovvero la Mole Antonelliana, nel cuore della città, ospita l'eredità di Adriana Prolo, la storica direttrice del museo, di oggetti, poster, memorabilia sul cinema, dalle origini ai giorni nostri, che negli anni si è andata consolidando ed arricchendo sempre più. Un tempio dedicato alla settima arte, con “cappelle” dedicate alle varie tematiche cinematografiche, nicchie, paraventi che nascondo intere ricostruzioni di scene tratte dai film più famosi, telecamere che riprendono i visitatori, a loro insaputa, e che poi si ritrovano all'interno di pellicole famose accanto ai divi.

Non si può non visitare il Museo dell'Automobile di Torino. Aperto – o meglio, ri-aperto, dopo un lungo restauro e completamente rinnovato. Lo ricordo benissimo com'era prima: museo tradizionale, una lunga serie di auto, belle, ma monotone nella loro staticità. Tutto il contrario di quello che doveva essere un luogo dedicato alla velocità, e così lo è ora. Uno spazio espositivo completamente interattivo, dove ogni sala è una sorpresa, una sorta di luna park didattico, coinvolgente, una continua affascinante scoperta. Il percorso, tematico, inizia dal secondo piano, dedicato all'automobile e la storia del '900. Le sale sono allestite in modo da attrarre l'attenzione del visitatore e proiettarlo in un mondo parallelo, con foto, filmati, sipari in movimento, luci, voci, musiche che circondano le auto in esposizione. Fino ad arrivare a quel gran colpo d'occhio scenografico che ricostruisce la velocità delle gare di Formula Uno con tutte le auto da corsa che hanno fatto la storia, qui riunite assieme in una immaginaria corsa, con i piloti dal lato opposto che stanno a guardare.

Infine, sempre a Torino, città che ha fatto della cultura una delle sue fonti principali di sostentamento, le Officine Grandi Riparazioni. Furono edificate fra il 1885 e il 1895, per la revisione e la rigenerazione di locomotive e carrozze ferroviarie. Ora oltre 20.000 metri quadrati, costituiti da strutture che sono gigantesche cattedrali moderne, sono destinate a mostre, eventi, spettacoli e tanto altro. Si è iniziato alla grande, per i 150 anni dell’unità d'Italia con le mostre “Fare gli italiani”, “Stazione futuro” e “Artieri domani”. La prima, la più coinvolgente, è un percorso multimediale, esteso su 10.000 metri quadrati, curato dagli storici Giovanni De Luna e Walter Barberis, con la direzione artistica di Paolo Rosa, che racconta gli italiani seguendo un criterio cronologico e uno tematico. Sono sfruttati mezzi che catturano l’attenzione e coinvolgono: foto, filmati, installazioni, ologrammi, voci, musiche, ricostruzioni scenografiche e pannelli interattivi. Un viaggio attraverso tredici aree tematiche che illustrano i fenomeni, i momenti cruciali che hanno segnato la storia italiana.



Monica Bruna

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