Che cosa scrivere sul Natale che non sia scontato, banale, ovvio, ripetitivo, retorico. O anche troppo dissacrante, entusiastico, commovente, spumeggiante.
Il problema non da poco da affrontare per chi si mette lì a scrivere qualcosa sul Natale è che ogni cosa gli venga in mente di scrivere, è già stato scritto. L'unico escamotage sarebbe di regredire alla 6-7enne che sono stata, perché è a quell'età che i pensieri ti arrivano così, spontanei, anche su argomenti ovvi.
Allora, proviamoci.
“Ciao Babbo Natale.
Perché ti chiami babbo e non papà, come invece chiamo il mio papà? Babbo lo dice una mia amichetta che viene dalla Toscana, e che parla un po' strano, con parole che io non uso mai.
Però senti…
Per tutto l'anno i miei genitori mi hanno detto che solo se facevo la brava mi avresti portato i regali. Io ci ho provato, ma non sempre ci sono riuscita e perciò ti chiedo per piacere: facciamo finta che sono stata bravissima sul serio, tanto cose proprio brutte non ne ho fatte né dette.
Allora mi potresti portare quella cosa che tutte le volte che la vedo in vetrina del negozio vicino a casa mi fermo, e la guardo intensamente fino a che mi sembra già quasi di averla e di averci già giocato tantissimo e faccio finta che me ne sono persino stufata, ma invece mi piace tantissimo e lo voglio, così poi vado in classe e posso dire:
“A me Babbo Natale quest'anno ha portato Ciccio Bello. E' bellissimo! Era proprio così come lo volevo! E a te invece cosa è arrivato?”, cose che direi, facendo la faccia finta un po' dispiaciuta, alla bambina che non mi sta tanto simpatica e che spero non abbia ricevuto quello che voleva lei ma quelle cose noiose, da grandi, tipo i vestiti da signorinette che poi non si mettono mai o se ti obbligano a metterle poi sei triste tutto il giorno.
Tanto tu sai che cos'è, perché sai tutto, ci entri in testa a noi bambini. Come fai non lo so, ma ci riesci sempre, infatti i giocattoli che mi piacciono poi me li ritrovo sotto l'albero, tutti gli anni. E non hai mai sbagliato.
Stai tranquillo, Babbo Natale, perché io i giochi li tratto bene, ci faccio attenzione e non li rompo. Chi li rompe invece è mio fratello piccolo, che prende le cose e le butta giù dal balcone, e poi non lo posso neanche sgridare perché la mamma dice che è piccolo e non lo fa perché è cattivo, ma perché non capisce. A me fa venire il nervoso, ma sto zitta, perché devo fare la bambina brava, altrimenti finisce che il natale dopo non mi porti più niente.
Quello che invece non vorrei sono le caramelle e cioccolatini, perché i dolci a me non piacciono tanto, e va a finire che rimangono lì oppure li do a qualcuno, ma così è come se non mi avessero regalato niente.
Allora vedi un po' tu, che poi quello che veramente mi piace è quando vedo i pacchetti sotto l'albero e ancora non so cosa c'è dentro e mi dispiace togliere la carta regalo che a volte è perfino più bella del regalo vero.
Allora ciao, Babbo Natale.
Ti aspetto.”
Monicapiccola




