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| 05 aprile 2017, 06:45

Il dilemma dei porcospini: Qual è la giusta distanza "per non pungersi?"

La giusta distanza, benché difficile da trovare, rappresenta la chiave per avere rapporti positivi

Il dilemma dei porcospini: Qual è la giusta distanza "per non pungersi?"

Mi capita spesso, in seduta, di trovarmi di fronte a problemi relazionali di coppia e di individualità. Mi ritrovo a utilizzare il seguente brano come metafora per ragionare con il mio interlocutore su quella che ė o non ė la giusta distanza tra le persone.

"Una compagnia di porcospini, in una fredda giornata d’inverno, si strinsero vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono il dolore delle spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l’uno dall’altro. Quando poi il bisogno di scaldarsi li portò di nuovo a stare insieme, si ripeté quell’altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro tra due mali: il freddo e il dolore. Tutto questo durò finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione”. (Arthur Schopenhauer,1851).

Il testo sopra riportato, chiamato il Dilemma del porcospino, è utilizzato come metafora per rappresentare la complessità dei rapporti umani. Secondo quanto scritto, esso starebbe a raffigurare la difficile questione della giusta distanza da tenere in una relazione. Ogni persona, infatti, nell’ambito della sua socialità, si ritrova a dover gestire due bisogni fondamentali: quello di avere legami e quello di conservare la propria individualità. Trovare il giusto equilibrio non è affatto facile e non è possibile pensare di scoprire una condizione stabile e valida per tutti.

L'alternarsi tra vicinanza e distanza tra due persone è una variabile che viene messa in atto ogni giorno. La distanza ottimale in una relazione non può essere prestabilita dato che dipende da numerosi fattori individuali e ambientali.

Gli aculei del porcospino possono essere visti le caratteristiche personali che possono causare danni e ferite, che portano all’incrinatura o alla rottura del rapporto. Essere punti nella relazione, però, non porta necessariamente alla sua fine. Quando si avverte eccessiva vicinanza all’altra persona è il momento di trovare il modo di dare maggiore spazio alla propria individualità. Allontanarsi troppo, d' altro canto, potrebbe portare il problema opposto, cioè l’assenza di calore dato dalla relazione stessa.

Il dilemma del porcospino può essere letto in quanto metafora dello sviluppo e dell’evoluzione di una relazione umana: dall’innamoramento, caratterizzato da grande vicinanza e dalla predominanza degli aspetti comuni tra le due persone, in cui i porcospini si avvicinano per sentire calore. A questo primo stato segue quello della delusione e della separazione, nel quale i partner iniziano a vedersi più oggettivamente e mettono in atto un processo di differenziazione, che restituisce l’individualità personale, quando i porcospini si pungono e si distanziano tra loro.

Proprio come i personaggi della metafora accorciano o allungano le distanze a seconda del bisogno di calore o di evitamento del dolore, così la coppia motivata alla creazione di un rapporto stabile, si sperimenta e cerca il giusto compromesso alle diverse esigenze fino a trovare un equilibrio adeguato, contraddistinto dall’interdipendenza reciproca, che prevede una condizione di legame che mantiene, però, l’unicità singolare. Il che corrisponde alla “moderata distanza reciproca”.

La relazione è il risultato del legame tra due persone differenti, che insieme danno vita a qualcosa di nuovo rispetto a loro stesse. Proprio come 1+1=2, così un individuo insieme ad un altro individuo, ognuno con le proprie caratteristiche e i propri bisogni, formano un nuovo nucleo contenente entrambi, all’interno del quale stanno due personalità collegate tra loro ma allo stesso tempo mantenenti la propria individualità.

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Ernestina Fiore

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