Pochi giorni fa, sulla strada provinciale Ceva-Pedaggera, un Agente della Polizia Stradale di Ceva ha recuperato un “succiacapre” ferito, un uccello notturno particolarmente schivo e timido.
L’Agente della Stradale, dopo aver prestato le prime cure al volatile, ha chiesto l'intervento della Guardia Ecozoofila ANPANA ( Associazione Nazionale Protezione Animali Natura Ambiente ) di Ceva, Arnaldo Peisino che, immediatamente, si è attivato e attraverso il Servizio Veterinario dell’ ASL CN1 per salvare la vita a questo particolare rapace.
Grazie alla disponibilità e alla sensibilità di tutti gli intervenuti, è stato possibile il salvataggio dell’animale che sarà curato in idonea struttura, dove verrà rimesso in forze prima di ritornare nel suo habitat naturale.
Il “succiacapre”, diffuso in Europa e nella langa cebana, deve il suo particolare nome ai pastori, i quali, vedendolo posarsi spesso in mezzo al bestiame per cercare insetti negli escrementi, credevano succhiasse il latte delle capre. E' spesso protagonista di numerose leggende, sia per il suo caratteristico canto insistente e penetrante, sia perché la tradizione popolare gli attribuisce il potere di transitare le anime nell'aldilà.
Di certo c'è che il "succiacapre" è un uccello notturno dalla vita misteriosa e difficile da vedere; di giorno, invece, se ne sta posato sul terreno o su qualche ramo secco, immobile, con gli occhi chiusi.




