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Cronaca | 01 ottobre 2019, 19:58

Processo per l’omicidio dell’apicoltore di Entracque, l’ex compagna di un imputato: “Mai avrei pensato che lo accusassero”

Angelo Giordana fu rinvenuto morto nella sua abitazione il 20 gennaio 2017

Processo per l’omicidio dell’apicoltore di Entracque, l’ex compagna di un imputato: “Mai avrei pensato che lo accusassero”

Per scherzo dissi ad un’amica che speravo non incolpassero S. di omicidio: mai avrei pensato che invece sarebbe accaduto tutto questo”. Sono le parole pronunciate questa mattina in Corte d’Assise a Cuneo dalla ex compagna di S.G. che invece è chiamato a difendersi insieme a O.A. dall’accusa di omicidio preterintenzionale di Angelo Giordana, rinvenuto morto nella sua abitazione il 20 gennaio 2017.

S.G., viveva da solo a pochi metri dalla casa del 76enne agricoltore e apicoltore deceduto in “Tetti Dietro Colletto”, borgata isolata a tre km da frazione Trinità, sopra Entracque. Era stato lui, insieme al coimputato, ad avvertire i famigliari di Giordana: “Mi aveva riferito che, passando davanti alla sua abitazione, si era insospettito perché aveva visto la luce accesa, mentre solitamente era spenta”, ha testimoniato la ex compagna. “Era andato a chiamare O.A. ritenendo Giordana una persona non socievole. Dopo aver tentato di entrare in casa senza riuscirci, era andato ad avvisare il fratello”.

Che rapporti c’erano fra l’apicoltore e S.G.? “Non si parlavano. Mi disse che era un tipo particolare, che aveva bisticciato un po’ con tutti. Io quando andavo da S. vedevo Angelo lavorare nell’orto, ma non ci siamo mai salutati”.

Secondo la ricostruzione della Procura, l’apicoltore sarebbe stata picchiato e colpito con un corpo contundente all’esterno della sua abitazione. L’uomo si sarebbe trascinato fino in casa, si sarebbe spogliato per togliersi i vestiti umidi e sporchi, restando completamente nudo, e così lo avevano ritrovato i familiari. La morte sarebbe arrivata per assideramento dopo 48 ore giorni.

Il maresciallo Francesco Fazio, del nucleo investigativo dei carabinieri di Cuneo, che aveva analizzato i tabulati telefonici delle persone coinvolte: Fino alle ore 9,31 del 17 gennaio abbiamo la certezza che il signor Giordana fosse ancora vivo. Il suo cellulare ha smesso di funzionare nel pomeriggio. Non abbiamo trovato nessun contatto fra le utenze degli indagati e quella della vittima né con i suoi familiari”.

I datori di lavoro di S.G., un dipendente “sempre corretto”, hanno riferito di non averlo visto né “scosso” o “turbato” in quel periodo. Il principale di O. A.: “E’ il migliore dei nostri nella sua mansione. A gennaio 2017 era in ferie perché nella nostra attività non si svolge d’inverno”.

Il processo è stato rinviato per il proseguimento delle testimonianze.


Monica Bruna

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