Gli studenti di tre classi dell’IIS Arimondi – Eula, due della sede di Savigliano e una della sede di Racconigi, hanno affrontato un percorso di approfondimento che li ha portati a conoscere le storia di alcuni “giusti” che, nel buio delle dittature del Novecento, hanno fatto scelte di pace, di giustizia, di solidarietà.
Il progetto “Fare Memoria del Bene” si pone nell’ottica del Protocollo d’Intesa, firmato il 22 marzo 2018, tra il Ministero della Pubblica Istruzione (Miur) e “Gariwo onlus-Comitato la Foresta dei Giusti”, per diffondere la conoscenza di chi ha saputo testimoniare l’amore per la vita e per il prossimo in tempi e luoghi dove sembrava vincere la morte.
In questo percorso i ragazzi e i loro insegnanti sono stati accompagnati dal professor Anselmo Palini, appassionato da sempre ai temi della pace, della giustizia e della non violenza. Attraverso due conferenze on line del professor Palini, la lettura di passi tratti dai sui saggi “Testimoni di coscienza” e “Più forti delle armi” e il lavoro in aula, gli studenti hanno incontrato: i Giovani della “Rosa Bianca” e il loro impegno di sensibilizzazione antinazista del popolo tedesco, il pastore protestante Dietrich Bonhoeffer martire della Resistenza morto nel lager di Flossembürg, l’esperienza dell’obiezione di coscienza all’uso delle armi e della violenza nella storia e in tempi più vicini a noi.
Non si può mai prescindere dalla memoria del male, è fondamentale conoscere ciò che è stato, conoscerne le cause e prendere coscienza delle atrocità di cui l’uomo è capace, ma non tutti hanno detto di sì … Dobbiamo ricordare anche che qualcuno si è opposto ed è fondamentale ricordare i loro nomi.
Storie di uomini e donne che non hanno messo a tacere la loro coscienza, non si sono voltati dall’altra parte, non hanno aspettato che qualcun altro si muovesse, ma si sono mossi per primi.
Apparentemente sono storie di fallimenti perché sono stati condannati a morte dagli stessi regimi che volevano combattere, ma i loro nomi rimangono, rimangono le loro storie, rimane la forza della loro resistenza e della verità delle loro scelte e delle loro azioni.
Il lavoro svolto ha sicuramente condotto gli studenti a vivere con maggiore consapevolezza la Giornata della Memoria e li ha stimolati ad interrogarsi sulla contemporaneità, sulla dialettica impegno – indifferenza, sul valore della nostra libertà, sulle tante storie di ingiustizia ancora oggi presenti.
Ognuno di noi è chiamato a vivere nel tempo e nello spazio in cui si trova e lì deve praticare le sue scelte, ma, come ci ha ricordato il professor Palini “la coscienza è un muscolo che va tenuto in allenamento”.





