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Attualità | 27 settembre 2022, 18:50

Saluzzo, deposto un cuscino di fiori per il 102° anniversario della nascita del generale Dalla Chiesa

Per mano del Comandante della Compagnia Carabinieri di Saluzzo, il Capitano Davide Basso

Il momento della deposizione dei fiori da parte del Capitano Davide Basso

Il momento della deposizione dei fiori da parte del Capitano Davide Basso

Ricorre oggi, 27 settembre, il 102° anniversario della nascita del Generale Carlo Alberto dalla Chiesa.

Il Capitano Davide Basso, Comandante della Compagnia Carabinieri di Saluzzo, città di nascita del Generale, questa mattina ha deposto, in omaggio all’esempio che il Generale costituisce tutt’ora per ogni singolo Carabiniere, un cuscino di fiori ai piedi del monumento cittadino che ne celebra la memoria.

Figlio del Generale dell’Arma Romano dalla Chiesa, Carlo Alberto dalla Chiesa, nel 1941, si arruolò nel Regio Esercito Italiano conseguendo il grado sottotenente di fanteria ed ottenendo due croci di guerra al valore. L’anno successivo transitò tra le fila dell’Arma dei Carabinieri, dalla quale venne destinato al Comando della Tenenza di San Benedetto del Tronto. Dopo l’8 settembre 1943 operò, in clandestinità, nella resistenza italiana, unendosi alla "Brigata Patrioti Piceni", organizzando, dapprima i gruppi di partigiani per fronteggiare i tedeschi, quindi divenendo uno dei responsabili delle trasmissioni radio clandestine di informazioni per gli americani. Riuscì, quindi, a passare le linee ed a laurearsi in giurisprudenza, prima di essere destinato a Roma, con l’incarico di assicurare la sicurezza della Presidenza del Consiglio dei ministri dell'Italia liberata.

Nel 1944 gli venne assegnato il comando di una Tenenza a Bari, e nel frattempo riuscì anche a laurearsi in scienze politiche presso l’università del capoluogo pugliese.

Dopo la guerra, gli venne attribuito il Distintivo di Volontario della Guerra di Liberazione, ottenendo così il passaggio in servizio permanente nell'Arma dei Carabinieri per meriti di guerra.

Tutta la carriera nell’Arma fu contraddistinta da quei valori che ancora oggi ispirano i Carabinieri di ogni ordine e grado: amore per la patria, per la giustizia, spirito di servizio e brillante acume investigativo. In Campania, al Comando della Compagnia di Casoria, si distinse nella lotta al banditismo, prima di essere destinato, dapprima a Firenze e poi in Sicilia, al comando della unità destinate alla repressione del banditismo. Comandò, anche, il Gruppo Squadriglie di Corleone, fu Capo di Stato Maggiore della Legione.

Dopo essere stato destinato prima a Firenze e poi a Como ed a Milano sino ad assumere, nel grado di Tenente Colonnello, il Comando della IV Brigata a Roma nel 1963, ed il Gruppo Carabinieri di Milano sino al 1966, momento in cui, promosso Colonnello, venne inviato nuovamente in Sicilia, al comando della Legione Carabinieri di Palermo, distinguendosi per numerosissime e proficue indagini antimafia.

Nell'ottobre 1973, promosso al grado di generale di brigata, divenne comandante della 1ª Brigata Carabinieri di Torino, con competenza sul Piemonte, Valle d'Aosta e Liguria, ove iniziò l’attività di contrasto delle Brigate Rosse tanto che, l’anno successivo, costituì il Nucleo Speciale Antiterrorismo, con sede a Torino, il cui primo successo operativo fu la cattura, a Pinerolo, di Renato Curcio e Alberto Franceschini, esponenti di spicco e fondatori delle Brigate Rosse.

Il Generale Dalla Chiesa rimase a Torino sino al marzo 1977, quando venne nominato coordinatore del Servizio di sicurezza della Direzione generale degli istituti di prevenzione e pena. Nello stesso anno divenne Generale di Divisione.

Ad agosto del 1978 fu nominato Coordinatore delle Forze di Polizia e degli Agenti Informativi per la lotta contro il terrorismo, con poteri speciali per diretta determinazione governativa, prima di essere destinato, l’anno successivo, al comando della Divisione Interregionale Pastrengo, ove continuò ad ottenere numerosi successi nella lotta all’eversione.

Il 16 dicembre 1981 venne nominato Vicecomandante Generale dell'Arma, permanendo nell’incarico sino al 5 maggio 1982.

Il 6 aprile 1982, infatti, fu nominato prefetto di Palermo, per riprendere la lotta alla mafia.

Alle ore 21:15 del 3 settembre 1982, subì l’attentato nel quale persero la vita, oltre al Generale, anche la moglie, Emanuela Setti Carraro e l’Agente di scorta Domenico Russo.

c.s.

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