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Politica | 07 dicembre 2023, 11:26

Sindaci: no limiti nei Comuni fino ai 5.000 abitanti e possibile terzo mandato fino ai 15 mila

Accordo raggiunto tra i partiti di governo. La proposta di modifica verrà incardinata nel decreto che accorperà le elezioni europee alle amministrative. Per quanto riguarda la provincia di Cuneo, restano escluse dalla modifica alla normativa solo i centri maggiori: Alba, Bra, Fossano e Saluzzo

Sindaci: no limiti nei Comuni  fino ai 5.000 abitanti e possibile  terzo mandato fino ai 15 mila

Viene dato per fatto dai partiti di governo, Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia,  l’accordo che prevede l’approvazione per decreto della modifica sul TUEL (Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali) a proposito della durata dei mandati dei sindaci

La proposta di modifica verrà incardinata nel decreto che accorperà le elezioni europee alle amministrative. 

Il decreto verrà presentato, e quindi approvato, o prima della pausa delle vacanze natalizie o immediatamente dopo.

La proposta di modifica, sulla quale pare ormai certo ci sia l’accordo, prevede che non ci siano più limiti di mandati per i sindaci dei Comuni fino a 5.000 abitanti e la possibilità di un terzo mandato per i sindaci dei Comuni dai 5001 ai 15.000 abitanti.

Per quanto riguarda la provincia di Cuneo, restano dunque escluse solo le quattro delle sette “sorelle”, Alba, Bra, Fossano e Saluzzo, chiamate al voto il prossimo giugno

Degli oltre 170 Comuni interessati dalla tornata amministrativa nel 2024 un solo centro, Busca, ha più di 10 mila abitanti.

Otto le cittadine comprese tra i 5 mila e i 10 mila abitanti: Boves, Canale d’Alba, Caraglio, Centallo, Ceva, Cherasco, Sommariva del Bosco e Verzuolo. 

Dieci quelle tra i 3 e i 5 mila abitanti: Bernezzo, Cervasca, Chiusa Pesio, Dogliani, Manta, Marene, Montà d’Alba, Moretta, Neive, Revello. 

Tutti gli altri paesi hanno meno di 3 mila abitanti. 

Il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli, già all’assemblea dei piccoli Comuni svoltasi a settembre a Scarnafigi, si era favorevole addirittura a “una completa cancellazione delle limitazioni”.

“Non capisco perché – aveva affermato in quella circostanza ribadendola poi successivamente - uno possa fare anche per dieci volte consecutive il presidente del Consiglio o sedere in Parlamento per innumerevoli legislature mentre per i sindaci debba esserci un limite imposto per legge”.

La novità che si profila all’orizzonte è destinata ad avere conseguenze in molte realtà locali dove erano appena iniziate le prime manovre elettorali.

Giampaolo Testa

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