L'antifascismo è di tutti o ha una connotazione politica?
Un tema che divide Roccavione e sul quale abbiamo ricevuto una dura presa di posizione da parte del sindaco di Roccavione Paolo Giraudo, che va allo scontro diretto e pubblico con la "sua" pro loco.

Alla quale l'amministrazione contesta il fatto di "fare politica", cosa che non le compete.
Il punto di vista del primo cittadino e della giunta è: la pro loco non può e non deve organizzare un evento di ispirazione politica. Non è in discussione l'antifascismo, ma il fatto che se ne appropri una realtà che è apartitica per statuto.
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In merito all'evento del 25 luglio organizzato dalla Pro Loco di Roccavione, intitolato "Quando la storia bussa alla porta", l'Amministrazione Comunale intende fare chiarezza con la massima trasparenza e fermezza.
L’iniziativa, inizialmente presentata come una passeggiata culturale a sfondo storico, con la partecipazione, tra l'altro, del Professor Gigi Garelli per cui la mia Amministrazione ha grande fiducia e rispetto, è stata successivamente accostata, in modo strumentale e scorretto, alla cosiddetta "pastasciutta antifascista". Questo abbinamento, inserito a posteriori, ha trasformato l’evento in un'iniziativa apertamente politica, rompendo ogni presunto equilibrio e rendendo di fatto impossibile per il Comune garantire il patrocinio.
Ricordiamo che questa Amministrazione non concede il patrocinio a eventi di natura politica, a prescindere dal colore o dall'orientamento. La scelta di inserire un'iniziativa politicizzata all’interno di una manifestazione culturale è grave, ancor più se compiuta da un’associazione, la Pro Loco, che per statuto dovrebbe essere apartitica, apolitica, e operare esclusivamente a favore della promozione del territorio e delle sue tradizioni.
Ancora più grave è l’utilizzo arbitrario del logo comunale sulla locandina dell’evento, senza alcuna autorizzazione e senza alcun atto ufficiale di concessione di patrocinio da parte della Giunta. Il Comune ha già provveduto formalmente a diffidare la Pro Loco da tale utilizzo improprio.
Non possiamo tacere nemmeno di fronte al fatto che la Pro Loco ha raccolto fondi tramite il tesseramento, rivolgendosi a cittadini in buona fede, convinti di sostenere un'associazione dedita allo sviluppo del territorio. Chi ha versato una quota associativa non immaginava certo di finanziare eventi politicizzati né di essere coinvolto, anche solo indirettamente, in dinamiche divisive e strumentali. Vogliamo garantire che le associazioni con cui, come Amministrazione Comunale, collaboriamo, mantengano imparzialità politica e il patto di fiducia che sottoscrivono con i cittadini.
Il Comune si dissocia completamente da questo modo di agire e auspica che chi ha a cuore il bene di Roccavione sappia distinguere tra chi lavora per unire e promuovere e chi invece utilizza ruoli istituzionali per dividere e schierarsi.
La politica ha il suo posto, legittimo, ma non può camuffarsi da cultura. E il Comune non sarà mai complice di simili forzature.
Paolo Giraudo
Sindaco di Roccavione












