"Per chi lo avesse dimenticato oppure perso un carro funebre con bara sopra e lungo il Tanaro". È quanto si legge in un post di Facebook, corredato da foto del suddetto veicolo con annessa bara sulla quale si riesce a leggere la scritta "Giraudo". Il post in questi giorni è stato condiviso da diversi gruppi Facebook. Tra questi anche "Sei di Alba se...", dove tra like e commenti ha scatenato centinaia di reazioni di utenti intenti a sorridere della singolarità del fatto e a interrogarsi sull'effettiva attendibilità dell’immagine.

[Il post comparso su "Sei di Alba se"]
Per qualcuno una fake news. Per altri un frutto dell’intelligenza artificiale. Altri preoccupati di come l'esposizione alle notizie false che circolano in rete sia sempre più alta, in particolare per le nuove generazioni. Secondo una ricerca realizzata nel 2025 da Ipsos, Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo e Parole O_Stili col contributo di Fondazione Cariplo quasi un adolescente su tre (31%) mette like a una notizia non verificata e il 7% la condivide.
Passiamo sempre più tempo sui social, fattore che incide anche sulla diffusione della disinformazione. Questa a sua volta può influenzare opinioni e comportamenti. A volte si cade nell'estremo opposto, ci si rifugia nella paura, si addita come falsa una notizia senza averla verificata prima.
Amiamo le fake news perché sono sensazionali: giocano sul suscitare una risposta emotiva intensa, così da bypassare il controllo di informazioni. E il carro funebre con annessa bara abbandonato a sé stesso in mezzo a un prato lungo il Tanaro non può che suscitare curiosità. Anima il dibattito. Induce domande: chi l'ha abbandonato lì? Perché? La bara sarà vuota?
Nel 2019 un fatto simile era accaduto a Roma, nella zona Banditella di Ardea, dove un carro funebre d'epoca con tanto di bara all'interno faceva bella mostra di sé in un campo a bordo strada. I residenti della zona per quasi una decina di anni non fecero nulla. Finché qualcuno, probabilmente un forestiero, segnalò il fatto ai Carabinieri di Anzio. I militari intervennero sul posto, scoprendo che il proprietario del terreno aveva acquistata la vettura anni prima con l'intenzione di restaurarla, senza mai arrivare al momento di metterci mano.
E’ andata così anche per il carro funebre collocato ora ad Alba, ora in altre località distanti anche centinaia di chilometri dalle Langhe?
Nei commenti qualche tentativo di fare chiarezza: "Buongiorno, il carro appartiene a una ditta che ormai ha chiuso. La cassa dentro è un cassone da recupero, non una bara. Presumo l'avessero parcheggiato coperto da un telo (che si è rovinato) in attesa sul da farsi. Sicuramente vale poco o nulla", abbozza un utente mentre un altro spiega che "la ditta Giraudo è un’agenzia funebre di Luserna San Giovanni (TO)". Altri ancora cercano di dare una spiegazione logica e plausibile. Qualcuno tenta addirittura di offrire indicazioni utili a raggiungere il luogo dell'insolito ritrovamento.

Le nostre verifiche ci portano a dire che la ditta Giraudo di Luserna San Giovanni risulta ancora iscritta al Registro delle Imprese. I nostri tentativi di contattarla telefonicamente non hanno però dato esito, privandoci della possibilità di verificare se il carro funebre effettivamente le appartenga o le sia appartenuto in passato. In un'epoca in cui distinguere il vero dal falso diventa sempre più complesso la verità può restare sospesa.




