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Attualità | 28 dicembre 2025, 19:37

“LA VALANGA NERA”: in Valle Maira un legame epistolare unisce bimbi ed anziani

Dalle lettere scritte agli emozionanti incontri: progetto a cura della Mamo Educational Foundation, condotto da Lorena Lotario e Simona Menardo, che vede protagonisti gli ospiti delle Case di Riposo della Valle Maira e di Dronero, insieme ai bambini delle scuole primarie dell’Istituto Comprensivo di Dronero

“LA VALANGA NERA”: in Valle Maira un legame epistolare unisce bimbi ed anziani

Quando il gesto di aprire una busta con le proprie mani spalanca una finestra autobiografica nella mente, una valanga di ricordi si trasforma in parole e narrazioni di vita al sapore di inchiostro.”

Inizia così il viaggio del piccolo baule della Posta di Valle, un percorso fatto di lettere e storie di oggi e di ieri che porta i suoi messaggi lungo le strade della Valle Maira. Come un'eco, un filo invisibile ricama preziosi legami tra generazioni, apparentemente lontane nel tempo eppure vicinissime, unite nella dimensione affettiva e per quella straordinaria capacità di esprimersi con spontaneità e meraviglia.

Il progetto è bellissimo. Si chiama “LA VALANGA NERA”, a cura della Mamo Educational Foundation Ets, condotto da Lorena Lotario e Simona Menardo, finanziato dalla Fondazione CRC all'interno del bando “Il mito della scrittura”. Per tutto l’anno scolastico 2025/2026, ha dato vita ad una regolare corrispondenza epistolare, intervallata da incontri in presenza ed esperienze condivise. I protagonisti sono gli ospiti delle Case di Riposo della Valle Maira e di Dronero, insieme ai bambini delle scuole primarie dell’Istituto Comprensivo di Dronero.



Il primo ciclo di incontri nelle Case di Riposo del progetto di scambio postale è avvenuto nei mesi di ottobre e novembre 2025 e ha rivelato quanto già si poteva già intuire sull'importanza, nella vita degli anziani, dei vissuti legati al ricevere posta in buca - ci raccontano dalla Mamo Educational Foundation -. Cascate di ricordi preziosi sono riaffiorate, inesauribile voglia di raccontarsi nelle storie di viaggi, amori, avventure e disgrazie del proprio passato. Emozioni ancora vive nel ricordare l'attesa di una lettera che portava da lontano notizie buone oppure tristi, il momento di trepidazione della consegna di messaggi amorosi segreti avvenuta di nascosto con la complicità del postino per evitare occhi indiscreti e, non ultimo, il grande ruolo degli scambi cartacei durante la resistenza partigiana. Una fertilità autobiografica non trascurabile, alla quale si vuole restituire dignità intrecciando fili di comunicazione con i bambini di oggi, per i quali quelle mani intrise di sapere hanno preparato messaggi imbustati contenenti un semplice gioco, attingendo al sapere legato a proverbi e modi di dire.”



Il progetto è stato presentato nelle singole classi scolastiche coinvolte, attraverso la lettura di albi illustrati a tema, l'analisi di antiche lettere scritte da migranti stagionali del territorio di fine Ottocento ed inizio Novecento, soffermandosi sulle peculiarità linguistiche e calligrafiche, nonché cercando di stimolare il più possibile negli alunni la sfera immaginativa e dei processi di immedesimazione.

Gli studenti, dopo aver ricevuto i messaggi dai loro saggi amici di penna, hanno risposto per iscritto, presentandosi in una versione molto originale e fantasiosa di sé in vista del futuro incontro dal vivo. Buste alla mano e sguardi colmi di emozione, si sono poi recati presso gli uffici postali o alla buca delle lettere per l'invio dei loro scritti. Hanno così scoperto il valore del tempo, dell’attesa, diversi dall’immediatezza dei moderni dispositivi elettronici.



Tutto ciò ha messo in risalto come semplici gesti, caduti perlopiù in disuso, possano invece essere ancora apprezzati nel loro valore umano dai bambini e diventare momenti significativi nel loro percorso formativo e di crescita - spiegano dalla Mamo Educational Foundation -. Infatti, in questo fervido scambio di messaggi, proverbi, lettere, indovinelli, indirizzi, calligrafie, la soddisfazione più grande è senza dubbio la commovente trepidazione visibile sui volti di bambini ed anziani nel ricevere e spedire parole dedicate personalmente proprio a loro.

Dopo i primi legami di parole costruiti a distanza, nel mese di dicembre, presso ogni casa di riposo si sono finalmente incontrati sguardi, sorrisi e soprattutto mani che di vita ne hanno già maneggiata tanta insieme a manine che stanno imparando a maneggiarla con curiosità. Tutto questo per diventare insieme mani artigiane, impegnate nella creazione di speciali cartoline che saranno custodi di ricordi per questi momenti di condivisione. Potersi impegnare in un lavoro artigianale a quattro mani con materiale di riciclo dove ognuno può mettere in gioco le proprie capacità senza aspettative, ma assaporando la progressiva realizzazione di un processo creativo di cooperazione, è stata la chiave per consolidare il rapporto iniziato tramite i precedenti carteggi. Alcuni bambini hanno manifestato infatti il desiderio di mantenere i contatti con gli anziani e venire a far loro visita in autonomia per coltivare l'amicizia nata via posta.



Dopo la pausa natalizia, il viaggio proseguirà con l'obiettivo di approfondire il tema della scrittura come espressione di sé, dell'importanza di comunicare scrivendosi, ma soprattutto del significativo ed autentico incontro tra generazioni. Il materiale prodotto verrà raccolto all'interno di una pubblicazione curata dalla fondazione CRC e divulgato anche attraverso l'allestimento di una mostra fotografica itinerante.



La Mamo Educational Foundation ci tiene a ringraziare tutti i bambini e gli anziani, ad esprimere molta gratitudine verso l'accoglienza e la disponibilità alla collaborazione del personale delle RSA di Stroppo (A.Riberi), San Damiano (Don Grassino), Dronero (Opere Pie e San Camillo) e delle maestre dell'Istituto Comprensivo di Dronero coinvolte.

Beatrice Condorelli

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