Riceviamo e pubblichiamo:
Egregio Direttore,
scrivo questa lettera per sollecitare, attraverso il suo quotidiano, gli Amministratori dei Comuni di Bagnolo, Barge, Saluzzo, Manta, Verzuolo, Costigliole Saluzzo, Villafalletto, Busca, Cuneo e Savigliano e tutti gli Amministratori della Provincia di Cuneo a fare alcune riflessioni sul tema della viabilità del Saluzzese ed in particolare per evidenziare il grave "livello di servizio" dei collegamenti stradali principali di quest' importante area territoriale della nostra provincia Granda.
Premesso che il livello di servizio di una strada può definirsi come la misura della qualità della circolazione stradale che si svolge sulla stessa, è sufficiente percorrere la Saluzzo-Savigliano (SS662), la Saluzzo-Cuneo (SP163) e la Saluzzo-Pinerolo (SS589), soprattutto nelle ore di punta, per rendersi conto che queste strade, concepite per la circolazione degli anni ’50, larghe poco più di 7 metri e senza banchina, non sono più idonee a supportare l'intenso traffico che le caratterizza, rappresentando quindi un grave problema per la sicurezza della circolazione stradale.
Non occorre una laurea in ingegneria dei trasporti per rendersi conto di che cosa significa far viaggiare insieme automobili, autotreni e trattori, su strade con caratteristiche geometriche insufficienti, su carreggiate che non permettono la benché minima possibilità di rimediare all’eventuale errore e/o distrazione.
Chi non ha mai assistito alla classica scena di quando s’incrociano due autotreni sfiorandosi o toccandosi gli specchietti retrovisori, o a quella dell’autotreno che supera il povero ciclista mentre sopravviene dalla parte opposta un’autovettura, o ai sorpassi azzardati che avvengono quando ci sono le lunghe e interminabili code formate dai trattori, ahimè con tutte le relative spiacevoli conseguenze che ne possono scaturire?
Senza entrare nel merito del perché ci ritroviamo nel 2021 con questa inspiegabile cronica carenza infrastrutturale, approfittando anche del fatto che la alcune di queste strade sono tornate ad essere strade gestite dalla Stato, vorrei fare una semplice considerazione e lanciare un appello a tutti coloro che nei prossimi anni dovranno pianificare, valutare, scegliere e decidere come intervenire per cercare di rimediare a tutto questo deficit e per far si che questa parte di territorio, altamente produttivo per l'economia regionale e non solo, possa finalmente in un prossimo futuro avere una viabilità sicura.
Provate a pensare semplice, pensate insieme e soprattutto provate a pianificare seriamente lo sviluppo della viabilità tenendo conto delle varie esigenze; provate ad immaginare anche quelle soluzioni semplici che vengono adottate in tutti paesi europei, quelle soluzioni che fino agli anni '90 venivano realizzate anche da noi e che oggi, anche a causa delle disastrose scelte politiche nazionali sul tema della gestione delle strade (Regionalizzazione/Provincializzazione della viabilità dello Stato - soppressione delle Province, conferma delle Province.......ritorno dopo vent'anni allo Stato), purtroppo non si vedono più.
Mi riferisco a quegli interventi che in gergo si chiamano "interventi di adeguamento in sede" quegli interventi che senza un consumo eccessivo di suolo e senza compromettere gravemente e stravolgere i contesti ambientali, permettono di raggiungere standard minimi di sicurezza.
Le strade in questione, come si può facilmente constatare percorrendole, di fatto non hanno elementi ostativi ad un loro adeguamento in sede in quanto si sviluppano su terreni pressoché agricoli, con limitate interferenze urbanizzate che potrebbero essere risolte con espropri ed eventuali modeste rilocalizzazioni.
Ecco che a mio avviso occorrerebbe allora provare ad immaginare e pianificare tutti insieme, come area territoriale, un programma di ammodernamento per queste direttrici, un programma che attraverso un'articolazione in lotti funzionali, anche in un momento dove le risorse finanziarie scarseggiano, permetterebbe nell'arco di un decennio di avere finalmente anche in questo importantissimo distretto economico delle strade più sicure, in grado si soddisfare la domanda di traffico degli anni 2000.
Luca Menardi - Saluzzo














