/ Cronaca

Che tempo fa

Cronaca | 22 gennaio 2026, 15:21

Violentò una bambina di dieci anni e importunò una 14enne: il giudice rigetta la richiesta di perizia psichiatrica

Già in carcere per lo stupro di una undicenne a Mestre, Massimiliano Mulas è accusato di ulteriori episodi a sfondo sessuale avvenuti a Savigliano. L'uomo verrà processato con rito abbreviato "secco". Si indaga anche su un tentativo di adescamento consumato a Cervere

Msassimiliano Mulas

Msassimiliano Mulas

Per Massimiliano Mulas non si farà nessuna perizia psichiatrica: l’uomo verrà processato in abbreviato “secco”. 

È questa la decisione del Gip cuneese Cristiana Gaveglio che, dopo aver rigettato la richiesta di rito abbreviato condizionato (a perizia psichiatrica) ha rinviato per la decisione del caso al 20 marzo prossimo. 

Mulas, 46enne di orgine sarda, è attualmente ristretto al carcere di Gorizia per aver violentato un’undicenne a Mestre la scorsa primavera. Deve rispondere di reati a sfondi sessuali anche di fronte al tribunale di Cuneo. 

Come detto, su di lui gravano ulteriori accuse che riguarderebbero medesimi fatti avvenuti nella nostra provincia, dove figurano due persone offese: una bambina che all’epoca dei fatti, nel novembre 2024, aveva appena dieci anni e una ragazzina di quattordici.

Per le violenze, che si sarebbero consumate a Savigliano nel novembre 2024, il pubblico ministero titolare del fascicolo aveva fatto richiesta di giudizio immediato. Il legale dell’uomo, l'avvocato Ignazio Ballai del foro di Cagliari, in opposizione aveva presentato istanza per il rito abbreviato, che si sarebbe dovuto discutere già a dicembre, ma per un cambio di difensore la giudice si era vista costretta a rinviare. Ora il mandato difensivo è passato all’avvocato Giacomi Michieli, del foro di Treviso.

Le accuse vanno dalla violenza sessuale alla violenza privata. Il pubblico ministero Carla Longo, prima del suo trasferimento al palazzo di giustizia di Udine, aveva infatti chiesto la condanna per i due episodi ai danni delle due ragazzine che, prima dei fatti avvenuti in Veneto, non avevano idea di chi potesse essere quell'uomo di origini sarde ma nato in Germania. Al nome di Mulas si sarebbe arrivati solamente dopo il suo arresto per i fatti di Mestre. Le due saviglianesi lo avrebbero infatti riconosciuto e denunciato grazie alle fotografie trasmesse dai telegiornali. 

In quel periodo, novembre 2024, Mulas lavorava per un'azienda di Fossano. Stando a quanto ricostruito, oltre all’abuso sessuale, l’uomo avrebbe anche rapinato la sua vittima più giovane per quindici euro.

L'altra ragazzina, quattordicenne, sarebbe stata invece bloccata dall'imputato per importunarla. In questo caso non si sarebbe consumata alcuna violenza, in quanto la sua vittima riuscì a scappare. L'ipotesi di reato in questo caso è di violenza privata.

A carico del 45enne penderebbe un'altra accusa, un adescamento di minore verosimilmente avvenuto a Cervere. Reato, questo, che integra la fattispecie di violenza sessuale. Il delitto è di competenza distrettuale, pertanto sarà il Tribunale di Torino a occuparsi delle indagini e, se un processo ci sarà, si celebrerà ad Asti.

CharB.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GENNAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium