Una storia da custodire, ma soprattutto da tramandare.
È stato presentato ieri sera presso l'istituto Arché di Mondovì, in occasione delle celebrazioni per la Giornata della Memoria, il libro "Dal giardino all'inferno": le lettere di una nonna ebrea dalla Germania di Mara Fazio, storica del teatro e dello spettacolo moderno e contemporaneo, già docente all'Università La Sapienza di Roma.

Il volume, edito da Bollati Boringhieri nel 2023, è un romanzo epistolare che raccoglie la corrispondenza tra la bisnonna dell'autrice e sua mamma, Lore Lindner che per tutta la sua vita ha conservato le numerose lettere che, dal 1933 e il 1942 sua nonna Lina aveva scritto e inviato in Italia.
Ieri, giovedì 29 gennaio, gli studenti della scuola hanno avuto la possibilità di confrontarsi direttamente ccon l'autrice in un incontro a loro dedicato, pensato come momento privilegiato di dialogo e approfondimento. In serata Mara Fazio ha poi dialogato con il professor Stefano Casarino, raccontando non solo l'esperienza delle sua famiglia, ma offrendo profonde riflessioni sulla storia e sulle dinamiche che ad essa si intrecciano, tra l'importanza di fare memoria e il rischio di dimenticare ciò che è stato.
"Il titolo - ha detto Casarino - evoca il giardino, un paradiso sul Danubio che però poi si trasforma nell'inferno dei lager. La storia della famiglia dell'autrice si intreccia con gli eventi della Seconda Guerra Mondiale e in una 'ring composition', nonostante il dolore, il male, l'ingiustizia ci mostra come dal dolore possa rinascere qualcosa di buono. E proprio a Garessio nasce una nuova vita, un nuovo giardino".
Dal giardino all’inferno è un libro profondamente personale, che affonda le radici nella storia familiare dell’autrice. Nel 1928 Ludwig Lindner, liberale protestante, viene nominato console della Repubblica di Germania a Genova e si trasferisce in Liguria con la moglie Elisabeth Binswanger, di famiglia ebraica, e i figli Lore – futura madre di Mara Fazio – e Wolfgang.
Tra il ramo della famiglia rimasto in Germania e quello trapiantato in Italia si sviluppa un fitto carteggio, durato nove lunghi anni: centinaia di lettere scritte con regolarità dalla nonna Lina e dalla nipotina Anneliese, indirizzate ai parenti “italiani”. Parole intime e strazianti, ma anche colme di dignità e speranza, raccontano il lento e inesorabile percorso che conduce, umiliazione dopo umiliazione, dalla quotidianità alla persecuzione, fino alla deportazione e alla morte. Dalla serenità di un giardino sulle rive del Danubio all’inferno del Lager.
"Mia madre parlava pochissimo di questa storia perché per lei era un dolore immenso, che pesava sulla sua condizione di sopravvissuta, ma negli ultimi anni ha sentito il dovere di trascrivere a pc quelle lettere - ha spiegato Mara Fazio -. Quando la mamma è mancata nel 2009 volevo semplicemente tradurre e sistemare le lettere affinché potessero essere conservate dalla mia famiglia, ma poi mi sono resa conto che era mio dovere condividere questa storia con tutti. Nella società in cui viviamo oggi si corre sempre di più il rischio che questi fatti vengano dimenticati, diffondere questa storia era un dovere sociale".
Le lettere coprono un periodo di nove anni, una catabasi dai periodi spensierati con le feste nel giardino sul Danubio ai lager. Per tutta la narrazione si percepisce il senso di incertezza e impotenza che lacera le vite di nonna e nipote che, rimaste sole in Germania, accettano con grande coraggio e dignità il terribile destino che poi si compirà.
"In risposta alle terribili offese e privazioni che hanno subito - ha concluso l'autrice - hanno risposto tenendo la testa alta, dimostrando che potevano essere private di tutto, ma non della dignità."
















