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Attualità | 03 febbraio 2026, 14:19

"La Costituzione dei poveri": Zagrebelsky a Cuneo, ospite del Partito Democratico

Presidente emerito della Corte costituzionale, dialogherà con Sara Tomatis, avvocato e assessora del Comune di Cuneo, ed Enrico Santero, responsabile dell’Area minori, giovani e famiglie della Cooperativa Sociale Emmanuele

"La Costituzione dei poveri": Zagrebelsky a Cuneo, ospite del Partito Democratico

Il circolo di Cuneo del Partito Democratico è onorato di ospitare, giovedì 12 febbraio alle ore 17 presso la Sala Polivalente CDT, il prof. Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte costituzionale, per presentare il suo libro “La Costituzione dei poveri” scritto con don Virginio Collegno, sacerdote che ha dedicato la vita agli ultimi.

Il prof. Zagrebelsky dialogherà con Sara Tomatis, avvocato e assessora del Comune di Cuneo, ed Enrico Santero, responsabile dell’Area minori, giovani e famiglie della Cooperativa Sociale Emmanuele.

Gustavo Zagrebelsky è da decenni una voce di riferimento nel dibattito sul ruolo della Carta costituzionale e la domanda dalla quale parte il suo ultimo libro è “la Costituzione è davvero uno scudo per i più deboli o protegge soprattutto i potenti?”

La sua riflessione parte da una critica alla tendenza di molti ordinamenti democratici a difendere più i privilegi che i diritti effettivi di chi vive in condizioni di fragilità. 

Il libro affronta, con linguaggio rigoroso ma accessibile, la domanda decisiva su come la Costituzione italiana possa incarnare davvero il principio di uguaglianza sostanziale, tutelando chi è escluso dall’effettivo accesso ai beni fondamentali come il lavoro, la salute, l’abitazione e la partecipazione democratica. È un invito a vedere nella Costituzione non solo un testo giuridico, ma un progetto collettivo di coesione sociale e di solidarietà.

La segretaria del circolo di Cuneo del Partito Democratico, Erica Cosio, conclude con una riflessione: “Ragionare sulla Costituzione è importante non solo per avere coscienza dei contrappesi che i nostri padri costituenti hanno posto a tutela della democrazia ma soprattutto per capire qual è la società che vogliamo” e aggiunge che “dialogare con il prof. Zagrebelsky  su questi temi sarà senz’altro anche un valido strumento di riflessione in vista dell’imminente  scelta che saremo chiamati a fare con il referendum costituzionale  del 22 e 23 marzo”.

 

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