Per la 32ª edizione del Carnevale di Costiglole Saluzzo tornano protagoniste le maschere storiche del paese, la Bela Siulera (Giorgia Chiappa) e Munsù Quajan (Cristian Brignone), pronte a riportare allegria tra le vie del centro e nei luoghi simbolo del paese.
[La Bela Siulera (Giorgia Chiappa) e Munsù Quajan (Cristian Brignone)]
“Il Carnevale costigliolese – dicono gli organizzatori - è una tradizione molto sentita, che ogni anno coinvolge grandi e piccoli grazie a un ricco calendario di eventi. Alla base del successo c’è la collaborazione tra il Comune, le associazioni locali e il gruppo delle maschere, rifondato quattro anni fa e oggi in costante crescita, sia per partecipazione sia per entusiasmo”.
Accanto alle maschere principali, il corteo carnevalesco si arricchisce di nuovi personaggi: il Conte e la Contessa della Castagnotta (Alberto Monge Roccaglia e Chiara Rubiolo), Munsù Ramugnan e Madama Tonda (Lorenzo Renaldo e Giada Chiappa), oltre alle damigelle e al paggetto (Sara Ballatore, Cristina Rattalino e Francesco Garnero), a testimonianza di un Carnevale sempre più partecipato e corale.
Le maschere, oltre a partecipare alle sfilate del Carnevale di Saluzzo, faranno visita alle scuole dell’infanzia, elementari e medie nella mattinata del 13 febbraio, portando un momento di festa anche tra i banchi.
Il martedì grasso, il 17 febbraio, sarà invece una giornata intensa: al mattino la visita alle case di riposo, tra cui la Residenza Orchidea, e nel pomeriggio il momento simbolico della consegna delle chiavi del paese da parte della giunta comunale. Da qui partirà la sfilata nel centro storico con il carro dell’oratorio, che si concluderà in piazza Nuova con il tradizionale ballo dei bambini.
Il programma non finisce qui: venerdì 20 marzo è in calendario una serata all’insegna del divertimento, con l’investitura delle maschere dei paesi limitrofi, una cena conviviale e una serata danzante.
“Costigliolesi e visitatori – concludono gli organizzatori del Carnevale - sono invitati a partecipare: le maschere sono pronte ad accogliere tutti anche cantando l’inedito inno scritto in piemontese da Luciano Inaudi, dedicato proprio alle maschere del paese”.














