Alba conosce questo silenzio. È un silenzio che ha già abitato la piazza, che ha già attraversato le navate del Duomo, che ha già fermato il tempo davanti ai cancelli dello stabilimento. Ieri mattina, alle 11, la sirena Ferrero ha suonato e poi si è spenta per tre minuti. Un gesto sobrio, come sobria è sempre stata la figura che oggi la città accompagna.
La camera ardente, allestita in Fondazione Ferrero – la casa culturale che Maria Franca Fissolo Ferrero presiedette sin dalla sua nascita nel 1983 – è stata attraversata per tutta la giornata da una coda composta e silenziosa. Volti noti, dipendenti, amici, cittadini. Accanto alla famiglia, il figlio Giovanni in prima fila, i nipoti, i vertici aziendali. Un lutto che è insieme familiare e comunitario.
Oggi, alle 15, il Duomo di San Lorenzo accoglie le esequie. E la data non è neutra: il 14 febbraio di undici anni fa si spegneva Michele Ferrero. I funerali si celebrarono poi il 18 febbraio, in una Cattedrale gremita come poche altre volte, con la città intera stretta attorno a quella famiglia che aveva portato Alba nel mondo.
Prima ancora, il 27 aprile 2011, l’addio a Pietro Ferrero aveva visto piazza Risorgimento riempirsi di decine di migliaia di persone, i maxi-schermi nelle vie, l’applauso lungo e trattenuto al passaggio del feretro.
È dentro questa memoria stratificata che si colloca l’addio di oggi. Non come ripetizione, ma come continuità.
Nei manifesti funebri si legge: “Moglie devota, madre e nonna amorevole, restano indelebili lo spirito umanitario, la profonda dedizione e l’esempio umano e professionale con cui ha guidato la Fondazione Ferrero e con cui ha accompagnato il marito Michele nel suo percorso imprenditoriale”. È un ritratto che restituisce la cifra di una presenza discreta, mai esibita, ma decisiva.

[Numerosssime le partecipazioni al lutto]
Il Comune ha proclamato il lutto cittadino. Bandiere a mezz’asta sugli edifici pubblici, attività sospese durante la cerimonia. Intorno al Duomo è stato predisposto un dispositivo di sicurezza concordato in Prefettura: contingentamento degli accessi, una cintura di rispetto davanti alla facciata per consentire l’arrivo del feretro e della famiglia, controlli e presidi rafforzati. In piazza sarà installato un maxischermo esterno per permettere a tutti di seguire la celebrazione.

[Per il Comune bandiere a mezz'asta in segno di lutto]
Anche il rosario di ieri sera ha visto la Cattedrale riempirsi in silenzio. Non servono proclami quando una città sa riconoscere ciò che è stato.
Il cordoglio ha toccato l'Italia, ha superato i confini, è risuonato in migliaia di voci, ha raggiunto anche il Quirinale. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato “una figura che ha accompagnato, con il marito Michele Ferrero, una delle esperienze più significative dell’imprenditoria italiana”, sottolineando quella visione dell’impresa capace di unire radicamento territoriale e vocazione sociale. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato di “una donna discreta e determinata che ha accompagnato, con intelligenza e visione, una delle storie imprenditoriali più straordinarie d’Italia”.
Alle parole del Capo dello Stato e del presidente del Consiglio si è affiancato un sentimento più ampio, che ha attraversato istituzioni, mondo produttivo e vita quotidiana: ad Alba, accanto ai vertici, c’era soprattutto la gente comune, in un cordoglio che non ha avuto bisogno di titoli.














