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Attualità | 26 febbraio 2026, 12:55

Gabriella, la signora di Boves che da giorni presidia i cedri di piazza Europa

La notte tra domenica e lunedì ha dormito lì. E' stata lei a far scattare le proteste contro l'arrivo dei mezzi del cantiere, alle 5 della mattina

Gabriella, la signora di Boves che da giorni presidia i cedri di piazza Europa

La città di Cuneo attende il 5 marzo, data in cui si conoscerà il destino dei dieci cedri dell'Atlante di piazza Europa, quando il Consiglio di Stato si pronuncerà sul ricorso presentato dalle associazioni che ormai da tempo chiedono che l'intervento di riqualificazione della piazza risparmi questi grandi alberi. 

L'amministrazione, dopo aver dato il via all'allestimento del cantiere e affidato l'incarico di abbattere i cedri, ha deciso di sospendere le operazioni e attendere il pronunciamento del 5 marzo. Una decisione non obbligata, ma resa inevitabile dalla forte mobilitazione di centinaia e centinaia di cittadini, assieme ai consiglieri comunali di opposizione. 

"Attendiamo e sospendiamo il cantiere", ha detto la sindaca Patrizia Manassero in sede di consiglio comunale, lo scorso lunedì, in una giornata iniziata all'alba, prima delle 5 della mattina, quando è scattato quello che è stato definito il blitz dell'impresa incaricata dei lavori e, di conseguenza, la protesta di alcuni cittadini, che in piazza avevano passato la notte. 

Tra loro c'era Gabriella, pensionata di Boves. Da anni divisa tra la provincia di Cuneo e gli Stati Uniti, dove ha vissuto per oltre vent’anni con il marito americano e dove oggi risiedono le figlie. Profondamente legata alla sua terra e da sempre sensibile ai temi ambientali, è stata proprio lei ad avvertire per prima dell’arrivo dei mezzi, contribuendo a mobilitare i cittadini e a dare visibilità alla protesta che, nel giro di poche ore, ha portato alla sospensione del cantiere.

Non appartiene ad alcuna associazione, ma la sua presenza è costante. Da giorni è in piazza, sulla sua sedia sdraio, con un buon libro, il thermos con una bevanda calda, in presidio. Arriva e riparte in pullman, dopo che la sua auto si è guastata: quella stessa auto che per alcune notti è stata il suo rifugio, tra sonno leggero e vigilanza continua.

"Per me è naturale essere qui. Pensare che possano abbattere questi alberi, così sani e forti, è qualcosa che non riesco a comprendere. In molti comuni si pianta un albero per ogni nuovo nato. Qui invece rischiamo di perdere alberi che intere generazioni hanno visto crescere. Io e mio marito, nei nostri viaggi, abbiamo piantato alberi in molte parti del mondo. Ora vivo qui e continuo la mia battaglia per l’ambiente, insieme a tante altre persone". 

Accanto a lei c'è Alexa, nata in Romania e arrivata a Cuneo negli anni Settanta. I cedri di piazza Europa li ha visti crescere, anno dopo anno. Ed è proprio in piazza, sotto quei rami oggi al centro della contesa, che le due donne si sono conosciute e hanno stretto amicizia. Unite dalla stessa convinzione: che il destino dei cedri non sia soltanto una questione urbanistica, ma una scelta che riguarda l’identità stessa della città. 

"Se il Consiglio di Stato respingerà il nostro ricorso - conclude Gabriella - io sarò qui quando i cedri verranno abbattuti. Perché credo che, quando ami qualcuno, sia giusto stargli vicino fino all'ultimo, che sia una persona o, come in questo caso, degli alberi, che sono esseri viventi". 

Nel frattempo, è stata lanciata una petizione, che ha già raccolto oltre 5mila firme. Qui il link

Barbara Simonelli

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