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Sanità | 04 marzo 2026, 15:40

Case di comunità in Piemonte, l'allarme del Nursing Up: "Se la soluzione sono i gettonisti, stiamo sbagliando modello"

Scadenza PNRR al 30 aprile, ma le graduatorie concorsuali non saranno pronte in tempo. Il segretario Delli Carri: "Le strutture si inaugurano in un giorno, gli organici si programmano per anni"

Case di comunità in Piemonte, l'allarme del Nursing Up: "Se la soluzione sono i gettonisti, stiamo sbagliando modello"

"Le Case di comunità non possono aprire reggendosi sui gettonisti. Se questa è la soluzione, allora stiamo sbagliando modello prima ancora di partire". Claudio Delli Carri, segretario regionale del Nursing Up Piemonte Valle d'Aosta, interviene dopo il dibattito emerso sulla stampa torinese in merito al rischio di ricorrere a personale esterno per garantire l'avvio delle nuove strutture territoriali.

Il PNRR prevede che le Case di comunità siano operative entro il 30 aprile. Una scadenza stringente, che impone alle aziende sanitarie di garantire servizi minimi attivi e personale presente. Ma il punto, secondo il Nursing Up, non è "aprire le porte", bensì farlo con organici coerenti e stabili.

"Non è vero che gli infermieri, professionisti sanitari e oss non ci sono", dichiara Delli Carri. "Al concorso bandito a dicembre hanno partecipato circa 1900 candidati. Le prove concorsuali si concluderanno entro fine di aprile 2024. Il problema non è la mancanza di professionisti, ma la tempistica amministrativa".

Con questo calendario, è evidente che le nuove graduatorie non potranno tradursi in assunzioni effettive prima della scadenza imposta dal PNRR. Ecco perché il sindacato chiede ad Azienda Zero e all'assessore Federico Riboldi di accelerare immediatamente le procedure, rendendo operative le graduatorie e programmando le immissioni in servizio entro il primo trimestre 2026.

"Le Case di comunità devono garantire continuità assistenziale sul territorio", prosegue il segretario regionale. "Affidarle a gettonisti o a contratti a tempo determinato significherebbe costruire una sanità di prossimità già precaria alla nascita. È una contraddizione evidente".

Secondo il Nursing Up, il rischio non è solo organizzativo, ma culturale: il PNRR nasce per rafforzare il sistema pubblico e la medicina territoriale. Se la risposta è il ricorso sistematico al privato o a personale temporaneo, si snatura l'impianto stesso della riforma.

"Una rete territoriale stabile richiede infermieri, professionisti sanitari e oss assunti stabilmente", afferma Delli Carri. "Non si può parlare di presa in carico e continuità se chi lavora nelle strutture cambia ogni mese".

Il sindacato ribadisce quindi la necessità di un cronoprogramma trasparente sulle assunzioni, di uno sblocco rapido delle graduatorie e di un piano straordinario che consenta alle Case di comunità di partire con organici definiti, evitando il ricorso sistematico a esternalizzazioni o prestazioni a gettone.

"Le Case di comunità sono un'opportunità straordinaria per la sanità piemontese", conclude Delli Carri, "ma solo se vengono costruite su basi solide. Le strutture si inaugurano in un giorno. Gli organici si programmano per anni".

cs

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