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Attualità | 05 marzo 2026, 14:27

Bike&Flowers: anche Moretta nel progetto della pista ciclabile amica degli impollinatori [VIDEO]

Il Comune cuneese tra gli otto interessati dalla Via delle Risorgive, dove sono già stati messi a dimora 25.000 metri quadrati di piante autoctone. Obiettivo: aumentare del 30% la presenza di api, sirfidi e farfalle

Un monitoraggio entomologico

Un monitoraggio entomologico

Moretta è tra i Comuni coinvolti nel progetto che trasformerà la Via delle Risorgive in un "corridoio ecologico" a misura di importanti insetti impollinatori: api, sirfidi e farfalle. Le prime piante a fiorire saranno le sanguinelle e i prugnoli selvatici. Più avanti, hanno preso posto salici e aceri campestri.

A un anno dall’avvio dei lavori, sono 25.000 i metri quadrati di piante legnose ed erbacee autoctone messi a dimora finora lungo l’asse della Via delle Risorgive, che collega la provincia di Torino con quella di Cuneo.

Il progetto triennale Bike&Flowers è stato messo in moto dal Bioparco Zoom di Cumiana, con la collaborazione di Fondazione Agrion e con i Dipartimenti di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi e di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino. Ha ricevuto il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo con i fondi del bando ‘Simbiosi: Insieme alla Natura per il futuro del Pianeta’ e ha coinvolto 8 Comuni (Cumiana, Piscina, Airasca, Scalenghe, Cercenasco, Vigone, Villafranca Piemonte e Moretta) per gestire la ciclabile con criteri ‘pollinator friendly’. C’è ancora un anno di lavoro per aumentare fino al 30% la presenza di impollinatori selvatici, ma è già stata superata la metà del percorso naturalistico previsto.

Gli interventi si sviluppano a partire dai Comuni di Cumiana e Piscina, per poi addentrarsi lungo i 19 chilometri della Via delle Risorgive, nata dal recupero di un’ex linea ferroviaria – spiega Yari Roggia, etologo e coordinatore del progetto Bike&Flowers – Nel primo anno di attività, insieme ai tecnici dell’Università di Torino, abbiamo realizzato 28 monitoraggi entomologici e botanici, per definire lo stato iniziale delle aree e orientare gli interventi. Abbiamo poi selezionato 18 specie vegetali legnose autoctone, tra le quali biancospino, prugnolo selvatico, sanguinella, salice bianco e acero campestre e 50 erbacee, tra cui trifoglio, veccia e altre specie nettarifere locali, scelte per assicurare la continuità di nettare e polline dalla primavera all’autunno. Sono previste in tutto 370 piante lungo i lotti individuati, mentre la superficie totale oggetto di recupero raggiungerà i 35.000 metri quadrati entro la conclusione del progetto”.

Redazione

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