Dalla scuola di Sommariva del Bosco, che gli ha cambiato la prospettiva, fino ai progetti per il 2026: Frio (Yuri Vidal), cantautore italo-brasiliano, racconta la nascita di O.P.E.P. – Ogni Passo È un Passo e il percorso che l’associazione sta costruendo tra scuole, istituzioni e piazze per contrastare il bullismo e sensibilizzare sul tema delle violenze. Tra i progetti in programma anche un festival di tre giorni ad Alba e un obiettivo di lungo periodo: diventare un interlocutore riconosciuto dal mondo dell’istruzione.
Perché hai deciso di fondare l’associazione O.P.E.P.?
“Sono già quasi tre anni che entro nelle scuole per parlare di questi temi, perché io stesso sono stato vittima di bullismo. Ne ho sofferto in prima e seconda media e poi, in prima superiore, in modo molto grave: mi hanno picchiato e ho sporto denuncia. È stata una situazione molto difficile.”
C’è stato un momento preciso in cui hai capito che dovevi fare un passo in più?
“Durante un incontro in una scuola media, mentre raccontavo la mia storia, un ragazzo di seconda si è alzato davanti ai suoi compagni — erano quasi 300 studenti — e ha detto di soffrire di bullismo. Ha raccontato di aver tentato il suicidio e mi ha ringraziato per aver condiviso la mia esperienza. Dopo l’incontro è venuto a parlarmi in privato e mi ha raccontato ciò che stava vivendo. Da lì è iniziato tutto.”
Dove è successo?
“A Sommariva del Bosco. Mi avevano invitato proprio perché sono di lì.”
Che cosa ti ha colpito di più di quel confronto?
“Quando avevo la sua età, pur vivendo situazioni difficili, non avevo mai pensato al suicidio. Il fatto che mi abbia ringraziato mi ha fatto capire che molti ragazzi si trovano in condizioni simili e spesso non hanno strumenti per esprimere quello che provano o il coraggio di parlarne”.
Da lì hai iniziato a entrare nelle scuole con continuità. Che cosa cerchi di portare?
“Ho iniziato a girare per le scuole raccontando la mia esperienza nella speranza che chi vive situazioni simili, o chi assiste a episodi di bullismo, trovi il coraggio di parlarne e possa trasformare quella difficoltà in qualcosa di positivo, magari attraverso un sogno, una passione o un obiettivo personale. È quello che è successo a me: alle superiori ho iniziato a scrivere e a fare musica.”
Lo slogan dell’associazione riassume bene questa impostazione.
“Ogni Passo È un Passo ha proprio come slogan ‘No al bullismo, sì ai sogni e all’inclusione’, perché crediamo molto nell’importanza dei sogni e dell’inclusione dei ragazzi.”
Com’è nata concretamente l’associazione?
“Ci pensavo da tempo, ma non avevo mai trovato il momento giusto per realizzarla. Ne ho parlato con mia madre, che mi ha seguito nel periodo della denuncia e mi ha accompagnato in tutto quel percorso. Abbiamo deciso insieme di provarci.”
Chi c’è con te in questa avventura?
“Abbiamo conosciuto il content creator Lorydido. Gli ho raccontato il progetto e ha deciso di sostenerlo. Così abbiamo fondato l’associazione in tre: io, mia madre e Lorydido. Mia madre è la presidente, io il vicepresidente e lui è uno dei soci fondatori.”
In questi mesi siete entrati anche in contatto con il mondo istituzionale.
“Siamo stati invitati in Senato dalla vicepresidente Maria Domenica Castellone per presentare il progetto. Recentemente sono tornato sempre su suo invito, perché sta valutando l’idea di organizzare alcune iniziative anche nella zona di Napoli, di cui lei è originaria”
E sul territorio, come sta andando il lavoro nelle scuole?
“Stiamo girando molto. Sono stato a Châtillon, in Valle d’Aosta, e recentemente anche a Fossano, ai Salesiani. In poco tempo sono nate molte opportunità che non mi aspettavo.”
Anche le istituzioni stanno sostenendo il progetto.
“Il tour in Piemonte è realizzato con il patrocinio della Regione Piemonte e del Consiglio regionale, che ci stanno supportando.”
Veniamo ai progetti: che cosa prevedi per il 2026?
“Stiamo organizzando un tour di sensibilizzazione in diverse città. Ad Alba dovrebbe svolgersi l’11, 12 e 13 settembre, con un festival di tre giorni. Saremo anche a Bra il 5, 6 e 7 giugno”.
Che tipo di evento avete in mente?
“Sarà un vero festival con ospiti di livello nazionale. Parteciperanno dj, tra cui Paolo Noise dello Zoo di 105, oltre ad altri personaggi dello Zoo, influencer e creator digitali. L’obiettivo è alternare momenti musicali e attività di sensibilizzazione.”
Oltre alla musica, che cosa succederà durante il festival?
“Ci saranno tornei di calcio balilla aperti a tutti, momenti di doppiaggio dal vivo e spazio per le associazioni del territorio. Ad Alba, per esempio, potranno partecipare realtà che si occupano di violenza di genere, autismo, disabilità o altre attività sociali. Metteremo a disposizione stand e il palco per presentare i loro progetti.”
Aprirete anche a realtà sportive e giovanili?
“Sì. Scuole di ballo potranno esibirsi, così come scuole di judo e arti marziali. L’idea è creare uno spazio di aggregazione dove i ragazzi e le famiglie possano incontrarsi.”
Che ruolo hanno le famiglie nella vostra idea?
“Vogliamo coinvolgere tutto il nucleo familiare. Nei tornei invitiamo i ragazzi a partecipare insieme a genitori, amici e parenti. L’obiettivo è creare momenti di condivisione. Stiamo valutando anche premi, come un viaggio per due persone.”
Il tour sarà solo piemontese?
“No. Sono già previste tappe anche in Lombardia e Valle d’Aosta, e stiamo valutando possibili eventi anche in Liguria.”
Nei tuoi incontri, qual è la cosa che ti colpisce di più del rapporto con i ragazzi?
“Mi piace molto il momento successivo agli incontri. Molti ragazzi iniziano a scrivermi, raccontano le loro esperienze e le difficoltà che stanno vivendo. Si crea un clima di fiducia perché io ho condiviso la mia storia con loro.”
Ti è capitato di intervenire anche come ponte tra studenti e scuola?
“Sì. In alcuni casi ho aiutato ragazzi a parlare con i professori. Ricordo una studentessa che non riusciva ad affrontare direttamente il tema con un insegnante: sono riuscito a metterli in contatto.”
Tutto questo influisce anche sulla tua scrittura musicale?
“Non tratto direttamente questi temi nelle mie canzoni, ma queste esperienze mi danno energia, stimoli e nuove idee per scrivere.”
Se guardi più avanti: qual è l’obiettivo più ambizioso per O.P.E.P.?
“Mi piacerebbe che l’associazione collaborasse stabilmente con il mondo dell’istruzione. In alcune scuole c’è ancora timore nell’affrontare apertamente questi temi. Vorrei che il nostro progetto fosse riconosciuto come un valore educativo, magari inserito in percorsi regionali a cui le scuole possano aderire.”
State lavorando anche a uno strumento concreto di supporto.
“Sì. Vorremmo creare uno sportello psicologico gratuito, finanziato dall’associazione, dove ragazzi vittime di bullismo possano trovare un luogo sicuro in cui parlare con uno psicologo.”
Perché ritieni che serva anche alle famiglie?
“Perché il bullismo colpisce direttamente i ragazzi, ma le conseguenze coinvolgono anche i genitori.”
E i festival che ruolo hanno in tutto questo?
“L’obiettivo di quegli eventi è anche raccogliere fondi per l’associazione, così da renderla sempre più autosostenibile.”

















