Non accenna a placarsi la polemica emersa nel Consiglio comunale di Saluzzo ieri, mercoledì 4 marzo, a proposito delle nomine relative alla Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo.
I consiglieri di opposizione tornano alla carica con una nuova, polemica presa di posizione.
“Il Consiglio comunale – scrivono in un comunicato stampa gli esponenti delle minoranze di centrodestra - ha offerto ieri sera una pagina istituzionalmente molto grave. Le minoranze, il 24 febbraio scorso, avevano presentato un ordine del giorno semplice e lineare: difendere l’autonomia della Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo e garantire che la designazione del rappresentante del Comune nell’Organo di indirizzo avvenisse attraverso un percorso trasparente, pubblico e partecipato, come previsto dagli indirizzi approvati dal Consiglio stesso. A questo l’amministrazione ha risposto formalizzando il 25 febbraio la nomina di Alida Anelli, già più volte assessore nelle giunte Allemano e Calderoni”.
Le opposizioni chiamano in causa il presidente del Consiglio comunale.
“Dopo l’uscita delle opposizioni – rilevano nella loro nota stampa - si è però verificato un episodio che aggrava ulteriormente il quadro. Il presidente del Consiglio comunale Andrea Momberto, coordinatore del circolo del Partito Democratico del Monviso, ha infatti ritenuto di intervenire giustificando apertamente l’operato della maggioranza, affermando, rivolto alle minoranze non più presenti, che ‘un’accusa di scarso confronto che poi si sottrae al confronto automaticamente viene un po’ indebolita’.
Parole – replicano aspramente i consiglieri di centrodestra - che si ritengono istituzionalmente inaccettabili in quanto il presidente del Consiglio comunale è chiamato, per sua natura, a garantire imparzialità e a rappresentare l’intero Consiglio, non ad intervenire nel dibattito per difendere l’operato della maggioranza. Un ruolo tanto più delicato quando chi lo ricopre è contemporaneamente dirigente politico locale della stessa area che sostiene apertamente l’amministrazione”.
Prosegue il comunicato: “Il dibattito si è svolto in modo chiarissimo. Il consigliere Damiano ha introdotto l’ordine del giorno illustrando le ragioni della richiesta di trasparenza. Il sindaco ha replicato sostenendo la correttezza dell’operato dell’amministrazione e chiedendo il ritiro dell’atto. Il Consigliere Battisti, per la maggioranza, ha ribadito la piena legittimità della scelta compiuta dal sindaco e ha sollecitato nuovamente il ritiro dell’ordine del giorno. Solo a quel punto il consigliere Giordana è intervenuto prendendo atto di un agire dell’amministrazione per nulla condiviso ed ha annunciato la fuoriuscita dall’aula di tutte le minoranze.
È quindi evidente – commentano all’unisono i consiglieri - che il confronto non è mancato: semplicemente la maggioranza ha scelto di chiuderlo. Non ha voluto discutere, non ha voluto modificare l’atto, non ha voluto aprire alcuno spazio di mediazione. Ha semplicemente chiesto di ritirare un atto che si è rivelato troppo scomodo.
La maggioranza – rincarano gli esponenti dell’opposizione - è apparsa talmente impreparata rispetto alle questioni sollevate che la seduta è stata addirittura sospesa per capire come procedere. Un passaggio che rende evidente quanto l’ordine del giorno delle minoranze abbia toccato un punto estremamente scomodo”.
Le critiche si indirizzano poi anche verso il sindaco Franco Demaria.
“Quanto alle successive parole del sindaco, che ha invitato tutti a ‘mantenere il confronto entro i confini del rispetto reciproco e della correttezza istituzionale’ – affermano -, non possiamo che constatare l’evidente contraddizione tra l’appello al rispetto e un metodo che, nei fatti, muove costantemente in ben altre direzioni. Il fatto che il consigliere Giordana fosse intervenuto con un intervento già predisposto non dimostra altro – concludono - se non una cosa: la ormai consolidata capacità di prevedere con esattezza il comportamento di una maggioranza che, puntualmente, decide di ignorare ogni proposta proveniente dalle minoranze”.














