Il blocco dello stretto di Hormuz a causa della guerra in Iran rischia di avere conseguenze pesanti anche per l’export frutticolo della provincia di Cuneo.
A tracciare un primo quadro della situazione per Cia Agricoltori italiani di Cuneo è Giovanni Gullino, tra i maggiori esportatori del territorio, che parla di una fase estremamente critica per la logistica internazionale.
"Il problema principale oggi riguarda Hormuz – spiega Gullino –, il canale di Suez in teoria resta aperto, ma nella pratica molte compagnie di navigazione evitano di attraversare l’area per i rischi legati alla guerra e alla sicurezza delle navi. Questo significa che gli esportatori sono costretti a ricorrere a servizi di trasporto speciale, molto più costosi, oppure a lunghe soste nei porti di emergenza, con ulteriori spese di parcheggio e movimentazioni straordinarie".
Secondo Gullino la situazione sta già incidendo sulle scelte logistiche delle imprese frutticole: "Le mele, che rappresentano la parte più consistente dell’export del nostro territorio verso i mercati del Medio Oriente e dell’Asia, stanno evitando quella rotta. Molte spedizioni vengono dirottate circumnavigando l’Africa. Ma allungare il viaggio di quasi venti giorni per raggiungere destinazioni come Emirati Arabi o India può essere devastante per un prodotto deperibile come la frutta".
A complicare ulteriormente il quadro c’è il tema assicurativo e il conseguente riflesso sui costi: "Le assicurazioni rifiutano di coprire i rischi legati alla guerra – rileva Gullino –. Allo stesso tempo i noli marittimi e il costo dei carburanti stanno aumentando in modo esponenziale".
Quanto ai produttori ed esportatori cuneesi e piemontesi, gli effetti più pesanti riguardano soprattutto il comparto melicolo: "Per le mele il Medio Oriente rappresenta uno sbocco commerciale molto importante e il blocco logistico dei porti del Golfo – come Dubai, Qatar e Arabia Saudita – rischia di creare difficoltà enormi. I kiwi invece sono meno esposti a questa crisi, perché viaggiano prevalentemente sulle rotte atlantiche con destinazione Nord America".
Le prospettive dipendono soprattutto dal protrarsi della crisi: "Gli analisti parlano di una situazione che potrebbe durare settimane, forse mesi – osserva Gullino –; se si riuscissero a ripristinare gradualmente le rotte entro un mese, il sistema potrebbe ancora assorbire il colpo. Ma se il blocco dovesse prolungarsi più a lungo, per gli esportatori frutticoli cuneesi e piemontesi le conseguenze potrebbero diventare davvero drammatiche".














