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Attualità | 10 marzo 2026, 20:19

Valmala: commemorato l’eccidio dei nove partigiani della Brigata Garibaldi avvento 81 anni fa

Numerosi cittadini e amministratori alla cerimonia dell’81° anniversario. L’orazione ufficiale affidata alla professoressa Elisa Magalì Tonda, affiancata dagli studenti della scuola secondaria di Piasco che hanno dato voce alla memoria dei caduti

Valmala: commemorato l’eccidio dei nove partigiani della Brigata Garibaldi avvento 81 anni fa

Domenica 8 marzo numerose persone sono salite al Santuario di Valmala per partecipare alla commemorazione dell’81° anniversario dell’eccidio dei nove partigiani garibaldini uccisi il 6 marzo 1945 dai fascisti della divisione Monterosa. Un momento di ricordo molto sentito che, come ogni anno, ha riunito cittadini, amministratori e associazioni per rendere omaggio ai giovani caduti nella lotta di Liberazione. 

La giornata si è aperta con la messa celebrata da don Federico Riba. Al termine della funzione religiosa si è svolta la cerimonia organizzata dalla sezione Anpi di Verzuolo e Valle Varaita, dalla Città di Busca e dal Municipio di Valmala.

Ad aprire la commemorazione è stato il sindaco Ezio Donadio, che ha rivolto un pensiero alle donne della Resistenza in occasione dell’8 marzo: “Oltre alle staffette partigiane, voglio ricordare le madri e le vedove che hanno sofferto le conseguenze della guerra. Donne che hanno affrontato grandi sacrifici e che, con la loro forza, hanno contribuito a costruire il futuro e la pace di cui oggi godiamo”.

Ha preso la parola anche Dario Peirano, presidente dell’Anpi Verzuolo-Valle Varaita 

(Dario Peirano presidente dell'Anpi Verzuolo-Valle Varaita con il sindaco di Busca Ezio Donadio)

L’orazione ufficiale è stata affidata alla professoressa Elisa Magalì Tonda, che ha partecipato alla cerimonia insieme agli alunni e alle alunne delle classi prime e seconde della scuola secondaria di Piasco. I ragazzi, dopo un percorso di studio e ricerca svolto in classe, hanno ricostruito i fatti accaduti il 6 marzo 1945 e dato voce ai protagonisti di quella tragica vicenda. 

La docente ha aperto il suo intervento sottolineando il significato della giornata e il lavoro svolto con gli studenti: “Per i ragazzi, così come per tutti noi, quello di oggi è un momento molto emozionante e molto importante. Come spesso accade, è però altrettanto importante il percorso che ci ha portati qua. Un percorso, a scuola, fatto di letture, di confronto, di indagine e di riflessione”. 

Ricordando il lavoro svolto in classe, Tonda ha spiegato come gli studenti si siano avvicinati alla storia attraverso un vero lavoro di ricerca: “I ragazzi si sono trasformati in tanti piccoli storici e hanno ricostruito i fatti accaduti il 6 marzo 1945. Hanno letto e confrontato testimonianze, documenti, interrogato le fonti, per poi ricostruire alcune brevi biografie dei protagonisti di allora”. 

Nel suo intervento ha poi riflettuto su quanto sia cambiato il modo di trasmettere la memoria della Resistenza nel tempo: “La prima volta che sono salita a Valmala per la commemorazione dell’eccidio avevo dieci anni. Allora avevamo la possibilità di parlare con i testimoni, spesso erano i nostri nonni che venivano a scuola e raccontavano. Oggi non è più così”. 

Un passaggio importante del discorso ha riguardato anche il rischio di confondere le responsabilità storiche: “Col passare del tempo è cresciuta la tentazione di mettere tutto e tutti sullo stesso piano, ma la storia non è un grigio indistinto. Dopo l’8 settembre del ’43 c’era chi difendeva una dittatura e chi ha scelto di opporsi a quel sistema, pagando spesso con la vita”. 

Infine la professoressa ha sottolineato: “Il compito della scuola e dell’intera comunità diventa quello di trasformare la memoria in conoscenza e la conoscenza in coscienza”. 

Elisa Magalì Tonda ha concluso con un invito rivolto soprattutto ai giovani: “La memoria è come una staffetta: qualcuno corre e poi tende il braccio affidando ad altri ciò che ha custodito. Oggi quel braccio è il nostro. Il gesto più importante che possiamo compiere è non lasciare cadere quel testimone”. 

Durante la commemorazione sono stati ricordati i nove partigiani caduti: Ernesto Casavecchia, Giorgio Minerbi, Andrea Ponzi, Tommaso Racca, Pierino Panero, Alessandro Rozzi, Biagio Trucco, Ivan Volhov e Francesco Salis

(Il monumento dedicato ai partigiani uccisi nel 1945 al Santuario di Valmala)

Da questo luogo il nostro pensiero va anche ai tanti giovani caduti negli angoli più sperduti delle nostre montagne – è stato ricordato nel corso della cerimonia –. Il loro sacrificio ci ha garantito per oltre ottant’anni pace, libertà e democrazia”. 

La presenza di tante persone al Santuario di Valmala ha confermato ancora una volta quanto sia viva la memoria di quei fatti. Continuare a salire in questo luogo significa condividere i valori per cui quei giovani partigiani hanno combattuto e difendere quel bene prezioso che è la Costituzione nata dalla Resistenza. 

Un ringraziamento particolare è stato rivolto alla professoressa Elisa Magalì Tonda e agli studenti della scuola Media di Piasco che, con le loro parole e le loro letture, hanno interpretato e raccontato chi erano quei partigiani contribuendo a rendere la giornata ancora più intensa e significativa.

Anna Maria Parola

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