Un silenzio che parla. Venerdì 13 marzo, dalle 18.30 alle 1, la piazzetta del Municipio di Bra ospiterà un flashmob silenzioso dal titolo "La guerra è una follia", un momento di riflessione collettiva e cura reciproca aperto a credenti e non credenti, giovani e adulti, famiglie, associazioni e singoli cittadini.
Non una manifestazione contro qualcuno, ma un gesto semplice e ostinato: il digiuno. Un segno del corpo per dire che la guerra non è un telegiornale, ma per troppi uomini e donne è la strada di casa, il cielo sopra la testa, il letto su cui dormono.
Con la quaresima e il ramadan come sfondo spirituale, gli organizzatori scelgono il digiuno senza eroismi: "Non lo viviamo come rito per pochi devoti", si legge nell'appello, "e non dimentichiamo che per molti il digiuno non è una scelta, ma la vita di ogni giorno. Per noi è un piccolo gesto umano, un 'no' pronunciato col corpo contro l'indifferenza".
Il vuoto nello stomaco diventa così un segno concreto di fame di giustizia, di rispetto, di dialogo, di dignità e di vita. Una risposta corale alla consapevolezza che la guerra non è un incidente, ma è resa possibile da un sistema ingiusto che accetta le disuguaglianze e considera la violenza quasi inevitabile.
"Sappiamo che molte decisioni si prendono lontano da noi e che da soli possiamo poco", scrivono gli organizzatori. "Ma vogliamo unire cuori, voci e le nostre piccole e grandi scelte per chiedere un cambio di rotta, per sintonizzarci sulla volontà di pace e sul desiderio di un mondo altro".
Non servono bandiere né slogan di parte. Solo la disponibilità a fermarsi per mezz'ora, a condividere un silenzio che parla, a lasciarsi toccare dal grido delle vittime e dalla propria coscienza. "Per scegliere, ancora una volta, di restare umani".














