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Cronaca | 11 marzo 2026, 16:57

Presunte violenze nel carcere di Cuneo: si chiude l’udienza filtro. Istruttoria al via il 2 ottobre

Il processo riguarda un gruppo di agenti della polizia penitenziaria. Nelle scorse sedute erano state sollevate diverse questioni preliminari

Il tribunale di Cuneo

Il tribunale di Cuneo

Si è conclusa oggi, mercoledì 11 marzo, in tribunale a Cuneo l’udienza filtro del processo nato dall’inchiesta sulle presunte violenze ai danni di alcuni detenuti della casa circondariale del Cerialdo.

Nel corso della precedente udienza, i difensori degli imputati avevano sollevato diverse questioni preliminari, circostanza che aveva determinato lo slittamento dell’avvio dell’istruttoria dibattimentale. Con quella odierna il collegio ha quindi definito la fase preliminare del procedimento, pronunciandosi su alcune questioni che riguardano anche le liste testimoniali. Tra queste, anche la costituzione delle parte civili. 

La prossima udienza è stata fissata al 2 ottobre, data in cui prenderà il via l’attività istruttoria con l’escussione dei primi testimoni, per poi proseguire il 16 e il 20 novembre con quelli dell'accusa. 

Il procedimento riguarda dieci agenti della polizia penitenziaria accusati, a vario titolo, di reati che vanno dalla tortura all’abuso di autorità contro i detenuti, fino a lesioni e falso. Secondo l'impianto accusatorio, gli episodi contestati si sarebbero verificati tra il 2021 e il 2023 all’interno dell’istituto penitenziario cuneese. 

L’indagine della Procura di Cuneo, si era concentrata  su quanto sarebbe accaduto all’interno della struttura detentiva. Parte delle posizioni emerse nell’inchiesta è già stata definita il mese scorso con riti alternativi, mentre il dibattimento nei confronti degli imputati che hanno scelto il rito ordinario entrerà ora nel vivo con l’avvio dell’istruttoria. 

A fronte dei 35 indagati iniziali, la posizione di alcuni agenti risulta però tuttora sospesa. Per 21 guardie appartenenti alla polizia penitenziaria, infatti, la stessa Procura ha da tempo avanzato richiesta di archiviazione, sulla quale però il giudice per le indagini preliminari non si è ancora pronunciato.  Proprio per questo motivo, nel corso dell’udienza di questa mattina, il pubblico ministero ha prodotto in aula una stampa della documentazione volta a chiarire la posizione degli interessati e lo stato del relativo procedimento.  La mancata pronuncia sull’archiviazione, richiesta ormai da diversi mesi, lascia di fatto tali posizioni in una fase di incertezza: gli agenti risultano infatti ancora formalmente indagati, con possibili ripercussioni anche sul piano amministrativo e sulle prospettive di progressione di carriera.

CharB.

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